Precipita da una roccia nel Bellunese e chiama il 118. Lo trovano senza vita sul Picco di Roda

Carlo Ghedin

La vittima è un friulano di 47 anni: si trovava vicino alla cima quando ha perso l’equilibrio ed è volato per 100 metri

PIEVE DI CADORE. Forse una distrazione o forse un piede in fallo sono costati la vita a Carlo Ghedin, 47 anni, originario di Latisana, ma residente a Pocenia in provincia di Udine.

L’uomo era partito ieri mattina, 8 maggio, da casa per raggiungere la cima del Picco di Roda nel comune di Pieve di Cadore. Doveva essere una salita semplice, invece si è trasformata in una tragedia.

Ghedin sulla cima ci è arrivato, salvo poi scivolare dapprima su una cengia, e poi in un canalino dove ha trovato la morte, dopo un volo di un centinaio di metri.

La chiamata al 118 è arrivata direttamente dal 47enne friulano intorno alle 14: l’escursionista ha riferito di essere caduto dal Picco di Roda, di essersi fatto male e che stava scivolando.

L’uomo, però, a questo punto, non ha più risposto alle chiamate della centrale operativa che cercava di localizzarlo.

Dopo aver fornito le coordinate della cima, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha avviato il sorvolo, individuando purtroppo il corpo senza vita di Carlo Ghedin sotto un salto di roccia, un centinaio di metri più basso dal sentiero di cresta.

Sbarcato con un verricello di 60 metri, il tecnico di elisoccorso ha attrezzato una corda fissa, in attesa dell’arrivo di due soccorritori di Pieve di Cadore, imbarcati dall’eliambulanza in supporto alle operazioni.

Ricomposta e imbarellata, la salma è stata assicurata sulla neve in un punto più agevole per le manovre di recupero dell’elicottero. Il corpo è stato poi trasportato al campo di calcio di Nebbiù, per essere affidato al carro funebre.

Il canalone dove è caduto il 47enne. Foto Cnsas

LA RICOSTRUZIONE DELL’INCIDENTE

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, Carlo Ghedin si trovava in prossimità della cima, quando ha perso l’equilibrio scivolando lungo la ripida parete laterale, da dove ha potuto solo lanciare l’allarme, prima di ruzzolare tra le rocce.

Il Picco di Roda, alto 2.229 metri, è una cima isolata, scarsamente frequentata forse anche per un dislivello da superare di circa 1.500 metri, dalla quale si può godere un panorama affascinante verso la valle del centro Cadore.

E forse può essere stata proprio una distrazione causata dalla meraviglia per questo panorama ad avere contribuito al tragico incidente.

Il recupero del corpo dell'escursionista

IL CONSIGLIO DELL’ESPERTO

«In quota, sopra i duemila metri c’è ancora parecchia neve», precisa Alex Barattin, capo provinciale del Soccorso alpino, «e anche se non sembra, sotto c’è anche del ghiaccio. Per cui è necessario prestare continuamente attenzione. La salita al Picco non è particolarmente impegnativa, ha una pendenza di circa 30-40 gradi, però quando si scivola, se non si trova la vegetazione che ti ferma, la caduta non ha freni purtroppo».

Poi Barattin lancia un appello agli escursionisti che vanno in montagna: «Quando si arriva in vetta è facile che l’attenzione cali perché si è arrivati alla meta, perché il paesaggio che si apre davanti è molto bello, affascinante. Il mio invito, invece, è a rimanere sempre attenti, vigili soprattutto se si è in cresta e ci si muove su un terreno scivoloso. Quindi bisogna restare concentrati finché non si torna a valle, finché non si raggiunge l’auto parcheggiata».

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Gasparini, il pilota di droni: "Così abbiamo trovato i corpi sulla Marmolada"

Insalata di quinoa con ceci, fagiolini, cetrioli, more e noci con salsa al cocco e curry

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi