Furto in casa, scatta il divieto di dimora

La refurtiva del colpo a Santa Giustina recuperata dai carabinieri

L’uomo denunciato dai carabinieri di Feltre per il colpo a Santa Giustina non potrà tornare in provincia. Indagini estese al Trevigiano e al Vicentino

FELTRE. È stato raggiunto dalla misura cautelare del divieto di dimora in provincia di Belluno, che di fatto gli impedisce di tornare in provincia, l’uomo denunciato dai carabinieri di Feltre per un furto in abitazione a Santa Giustina del 22 gennaio. L’indagine ha portato i militari dell’Arma a fare luce su svariati altri episodi avvenuti anche nel Trevigiano e nel Vicentino, che coinvolgono anche altre due persone.
L’uomo accusato del colpo a Santa Giustina ha così ricevuto una denuncia alla procura di Belluno ma anche a quelle di Treviso e di V icenza. Altri due uomini oltre a lui sono stati denunciati a Treviso, mentre alla procura di Vicenza sono state sporte due denunce.


Episodi diversi, dunque, ma con le stesse tre persone che ricorrono nelle indagini. Persone che a fattore comune sono state denunciate anche per il possesso di oggetti atti a commettere reati. Sono uomini di origine straniera, dimoranti in provincia di Treviso. Per l’uomo a cui viene contestato il colpo a Santa Giustina è scattato quindi il divieto di dimora nel Bellunese.


È stato un lavoro lungo quello portato a termine dai carabinieri, seguendo le tracce fra il Bellunese, il Trevigiano e il Vicentino. Tutto è partito dall’attività di indagine su singoli episodi legati a furti in abitazione a partire dal 2019 fino al 2022. Nel tempo queste indagini si sono unite e hanno portato a questo risultato. È bene precisare comunque che le denunce si riferiscono a episodi specifici avvenuti nelle province di Treviso, Vicenza e Belluno, che evidentemente tra di loro avevano alcuni elementi tali da far pensare agli investigatori che potessero essere legati.


Le indagini sul furto del 22 gennaio a Santa Giustina avevano portato a recuperare la refurtiva, che è stata riconosciuta e quindi restituita al legittimo proprietario. È notevole la quantità di oggetti che i carabinieri della compagnia di Feltre erano riusciti a ritrovare. Numerosi orologi, monili, smartphone e altri oggetti di valore fino ad alcuni accessori griffati. E poi una serie di utensili utili allo scasso. Questo grazie all’attività portata avanti dai militari, che hanno monitorato gli spostamenti degli indagati, arrivando così alle perquisizioni nelle abitazioni. I carabinieri hanno catalogato e repertato tutto il materiale allo scopo di individuare i legittimi proprietari, anche se dall’elenco mancava tutto ciò che è d’oro, quindi più facilmente smerciabile e monetizzabile. Ma l’inventario è comunque significativo.

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