Un esercito di 676 candidati nei 12 comuni bellunesi al voto

A Feltre e Belluno sfida su due turni, anche a Cortina possibile la doppia preferenza

BELLUNO. Seicentosettantasei candidati in corsa per dodici fasce da sindaco e 158 scranni di consiglio comunale. È un turno elettorale pesante nei numeri e cruciale per i significati politici, quello del 12 giugno nel Bellunese. Va al voto il capoluogo, con un rimescolamento di carte che vede l’amministrazione uscente divisa tra un’ampia coalizione civica di centrosinistra che sostiene Vignato assieme al Pd oppositore per dieci anni, e il sostegno alla vice sindaco Olivotto che corre per sé. Unito sul nome di De Pellgrin il centrodestra, con liste civiche e di partito. Va al voto Feltre, dove il centrosinistra uscente ha organizzato una staffetta per Zatta, il centrodestra è un raggruppamento composito attorno alla Fusaro e si presentano anche la Forlin, che per correre ha salutato la Lega, e Paolo Serrangeli, capofila di un’inedita compagine anarchica. E va al voto Cortina, chiamata a scegliere l’amministrazione che gestirà le Olimpiadi: non è un caso che ci siano ben quattro sfidanti e che puntano alla poltrona da sindaco e 43 candidati per il consiglio di corso Italia, un affollamento che non ha precedenti nella conca ampezzana.

Tutt’altro che affollate, invece, le competizioni elettorali in altre località, dove c’è una sola lista in gara e l’avversario da battere è il quorum ribassato al 40%. A Fonzaso Christian Pasa, a Tambre Sara Bona, a Cesiomaggiore Carlo Zanella e a Rivamonte Nino Deon, dovranno tutti vedersela con il quorum. Anche ad Auronzo, fino alla tarda mattinata di ieri, c’era una sola lista depositata, quella di Dario Vecellio Galeno. Con l’arrivo della lista del sindaco uscente Tatiana Pais Becher prima dello scoccare del mezzogiorno, però, le elezioni all’ombra delle Tre Cime sono state messe al sicuro dal rischio di commissariamento.

Tutto in un giorno, salvo ballottaggi

Si vota soltanto domenica 12, dalle 7 alle 23. Come sempre l’elettore dovrà portare con sé un documento d’identità valido e la tessera elettorale che in caso di smarrimento (o se dovesse essere completa, senza spazi disponibili per nuovi timbri) va richiesta all’ufficio elettorale comunale che ne rilascerà una nuova, anche durante l’intera giornata elettorale. Nei dieci comuni più piccoli la sfida è tutta in quell’unica chiamata alle urne, si risolve con la conta dei voti di lunedì pomeriggio. Belluno e Feltre, invece, potrebbero dover riaprire i seggi a distanza di due settimane: il ballottaggio scatta se non c’è un aspirante sindaco che abbia raccolto la maggioranza assoluta già al primo turno. Nelle due città è anche ammesso il voto disgiunto.

I voti di preferenza

A Belluno, a Feltre e a Cortina si possono esprimere fino a due preferenze tra gli aspiranti al consiglio comunale, con alternanza di genere. Significa che chi vuole indicare due persone, dovrà scegliere tra candidati di sesso diverso (ma ovviamente della stessa lista), pena l’annullamento della seconda preferenza. Negli altri nove comuni è possibile una sola indicazione. Per non sbagliarsi, basta guardare quante righe ci sono accanto al simbolo di lista scelto, una o due: per ciascuna di essa si può scrivere un solo nome.

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