Stazione, raccolti 14 mila euro, il Comitato presenta il ricorso

Cento cittadini si tassano per contestare il progetto di riqualificazione dell’area. Nel mirino l’accordo pubblico-privato «che impoverisce il nostro Comune»

CORTINA. È stato presentato il ricorso al Tar del Veneto contro il progetto di riqualificazione della stazione. A sottoscriverlo, per conto di Italia Nostra Onlus e del Comitato civico di Cortina, l’avvocato Matteo Ceruti, dello studio Ceruti di Rovigo, contro la Provincia di Belluno, il Comune di Cortina, il Ministero della Cultura, Pool Engineering Srl e la Regione Veneto.

Oggetto del ricorso al Tar è «l’annullamento della determina costitutiva dirigenziale della Provincia di Belluno – Settore Acque, Ambiente, Cultura n. 236 dell’11.03.2022 recante verifica di assoggettabilità alla valutazione dell’impatto ambientale dell’intervento di Pool Engineering s.r.l».

Cento i cittadini di Cortina che hanno donato il denaro necessario affinché il Comitato Civico potesse coprire parte delle spese legali. La cifra raccolta ha superato i 12 mila euro richiesti dal Comitato Civico Cortina, soldi che mancavano per avviare la pratica. In tutto sono stati raccolti 14.088 euro: una prima parte, era stata anticipata tramite altri finanziamenti raccolti dal Comitato Civico per elaborare la parte tecnica e urbanistica. I soldi raccolti in più saranno destinati al prosieguo della causa.

«Dopo le elaborazioni dei tecnici e degli avvocati e la segnalazione della possibilità di ricorso in Provincia, abbiamo pensato di lanciare un appello ai cittadini per raccogliere la somma che mancava, e il risultato è stato incredibile», affermano dal Comitato Civico Cortina. «C’è stato un fortissimo segnale da parte della popolazione, che si è mossa istantaneamente, dichiarandosi contro l’impoverimento della cosa pubblica per favorire la speculazione edilizia. Il contributo di ognuno è stato utile alla causa: c’è chi ha donato 10 euro, chi ne ha dati mille, l’importante è aver raggiunto il risultato».

L’obiettivo del comitato è fermare un progetto in un’area centrale di proprietà pubblica, «l’unico spazio disponibile per le manifestazioni, dove i volumi edificati passeranno da 4.095 mq a 10.676 mq (+161%) e solo il 25% sarà del Comune, meno di quanto oggi di proprietà».

Al centro della vicenda la riqualificazione della stazione, area oggi in forte degrado. Un progetto di cui si discute da decenni: inserito nel Piano regolatore del 2003, oggi potrebbe diventare realtà, grazie all’accordo pubblico privato tra il Comune e la Pool Engineering. Un’operazione da 81 milioni di euro che verrà interamente pagata dai proponenti.

La riqualificazione viene portata avanti con la formula del progetto di finanza, ossia con capitale dei privati. Il tornaconto dei proponenti deriverà, quindi, dall’utilizzo di aree commerciali e residenziali che saranno realizzate e in seguito vendute o affittate. Si prevede la nascita di cinque nuovi edifici e la riqualificazione dei cinque esistenti; sarà creato un parcheggio interrato su due piani da 650 posti; sarà migliorata l’area dedicata ai bus; dal garage verranno creati sottopassaggi per raggiungere a piedi il centro, che sbucheranno in Largo Poste. Al Comune resterà, tra le altre cose, una nuova sala polivalente da 400 posti, mentre una sala da 100 posti sarà insonorizzata per diventare il polo musicale, con le sedi delle scuole di musica e della banda. Nell’ex convertitrice troverà, infine, sede il Commissariato di Polizia, con al primo piano gli apparentamenti per i dirigenti e la foresteria per gli agenti e la sala operativa al primo piano. L’intera piazza diverrà pedonale, sarà attraversata dalla ciclabile, e sarà arricchita con spazi verdi.

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