Belluno, il caro bollette brucia i risparmi: meno opere

L’avanzo di amministrazione 2021 vincolato per gli aumenti dell’energia. Olivotto: rivedere i vincoli sugli accantonamenti

BELLUNO. Oltre otto milioni di fondi accantonati per legge. E l’avanzo libero completamente impegnato per fare fronte agli aumenti dei costi dell’energia, che pesano sul Comune e sulle sue società partecipate. Significa che quest’anno, al netto di interventi da parte dello Stato, con eventuali ristori, l’avanzo di amministrazione 2021 non potrà essere utilizzato per fare opere pubbliche, come sempre avviene. Una pessima notizia per Palazzo Rosso, che si appresta ad approvare il consuntivo di bilancio in una situazione che richiede ben più di una riflessione.

Una premessa: i conti sono in ordine, lo si legge nella delibera approvata dalla giunta comunale. L’avanzo 2021 è di 12.119.784,86 euro, dei quali 8.357.502 euro sono nel capitolo “accantonamenti”, per i crediti di dubbia esigibilità (6,2 milioni) e per passività potenziali (1,9).

Una cifra troppo elevata, spiega la vicesindaco uscente e assessore al bilancio, e candidata sindaco, Lucia Olivotto: «La somma deriva dal blocco della riscossione coattiva nei due anni della pandemia», spiega. «Ma credo sia giunto il momento che lo Stato modifichi alcuni vincoli. È corretto non spendere soldi che non sono stati incassati, ma bisognerebbe guardare anche alla cassa, alla liquidità dei Comuni. Che senso ha tenere oltre 12 milioni di euro sul conto corrente, che per giunta è infruttifero (non genera interessi, ndr)? Andrebbe fatta una revisione degli accantonamenti, con prudenza ma permettendo ai Comuni di sbloccare delle somme per fare opere pubbliche».

Opere e lavori di cui la città ha bisogno, ma quest’anno il rischio è che siano ridotti. Quasi tutto l’avanzo libero, pari a 1.840.753,69 euro, infatti, sarà vincolato per coprire i costi delle bollette. Che sono raddoppiate. Costerà di più illuminare le strade, gli edifici pubblici, le scuole, gli impianti sportivi. La piscina ha costi energetici elevatissimi: i rincari hanno di fatto azzerato le economie ottenute con gli interventi fatti per il risparmio energetico. «E immaginiamo cosa sarebbe successo se non avessimo investito sugli impianti sportivi», riflette Olivotto.

Al consiglio comunale sarà proposto di vincolare 1,4 milioni per i rincari di energia elettrica e gas,e quasi 330 mila euro per le società partecipate. Nel dettaglio: 176.819 euro per Sportivamente Belluno, per i rincari ma anche per i mancati incassi dovuti alle restrizioni Covid nei primi tre mesi dell’anno; 150 mila per Sersa, anche qui per l’aumento delle bollette e il calo degli incassi dovuto ai letti che restano vuoti per mancanza di personale.

«Dovrebbero arrivare dei ristori dallo Stato sui rincari energetici», conclude Olivotto, «ma ad oggi la situazione è questa. La prossima amministrazione dovrà lavorare molto per reperire risorse ovunque, e attivare tutte le forze che ci sono in città. Abbiamo davanti una sfida enorme, e una situazione davvero complicata da gestire».

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