Belluno, rubinetti a secco: otto famiglie di Tisoi restano senz’acqua

Una residente: «Gsp ha portato una cisterna solo l’indomani. Ci hanno detto che c’è una grossa perdita, tempi lunghi»

BELLUNO. Da tre giorni otto famiglie di Tisoi sono senz’acqua. E non sanno quando potranno tornare a farsi una doccia a casa loro, perché sembra esserci un problema abbastanza serio di perdite nella rete acquedottistica, che i tecnici di Gsp stanno cercando di individuare. «Da ieri almeno ci hanno portato una cisterna con acqua potabile, l’hanno messa nel giardino della mia vicina. Facciamo avanti e indietro con le taniche», racconta Serena Da Boit, residente nel gruppo di case in via Tisoi. «Ma la società, dopo numerose telefonate, ci ha detto che non sa quando riuscirà a risolvere il problema, bisogna prima di tutto trovare la perdita».

Siamo a poche centinaia di metri dal centro di Tisoi, la zona è quella sopra la vecchia scuola elementare della frazione. È qui che abitano otto famiglie, alcune con bambini piccoli (sono tre). Ci sono anche due persone anziane.

I rubinetti sono rimasti completamente a secco martedì. «Lunedì sera al momento di andare a dormire ci eravamo accorti che c’era poca acqua e che la pressione era bassa», continua la donna. «Martedì mattina dai rubinetti non usciva un filo d’acqua. Ho subito chiamato il numero verde di Bim Gsp, segnalando il problema. Una vicina ha chiamato qualche ora più tardi, sempre in mattinata, e le hanno detto che non risultavano segnalazioni di disservizi. Anzi, il disagio è stato anche sminuito».

«Sono stati fatti dei lavori sull’acquedotto qui a Tisoi, c’erano gli avvisi che lunedì sarebbe stata sospesa l’erogazione dell’acqua per qualche ora», continua Da Boit. «Quando i tecnici hanno terminato, a tutto il paese è stata ridata l’acqua, tranne a noi». Cinque case, otto famiglie che da martedì hanno dovuto attrezzarsi con l’acqua in bottiglia per cucinare, lavare i piatti, bere, lavarsi. «Martedì ho richiamato Gsp, e mi hanno detto che avrebbero fatto un bypass perché la vasca che serve le nostre abitazioni era vuota. Mercoledì però eravamo ancora senz’acqua». A quel punto la donna punta i piedi, segnala che il disagio è grande considerando le temperature, il fatto che ci sono bambini e anziani e che l’acqua è un bene primario fondamentale. Alle 16.30 di mercoledì Gsp invia un mezzo con una cisterna di acqua potabile, dove i residenti possono rifornirsi.

«Almeno fosse inverno, ma fa anche caldo... dobbiamo chiedere ospitalità per farci una doccia», conclude Da Boit. «Gsp ci ha spiegato che c’è una grossa dispersione di acqua sotterranea, che i tecnici stanno cercando. Solo quando l’avranno trovata potranno capire quanti giorni ci vorranno per ripararla. Quindi noi ad oggi non sappiamo quando potremo riavere l’acqua nelle nostre case. È veramente una situazione difficile».

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