Cai, prima riunione a Cortina per il nuovo consiglio centrale

Il neo presidente Montani ospite della sezione che fa i conti con i lavori per i Giochi. Ribadirà il netto no alla pista da bob ma non smentirà l’apertura all’evento in sè

CORTINA. Il Cai resta contrario alla pista di bob. Il Club alpino veneto lo ha scritto, l’autunno scorso, nella petizione per la raccolta di firme. Lo conferma il nuovo presidente del Cai, Antonio Montani, salendo a Cortina il 10 luglio. Cortina che, è bene ricordarlo, ha la sezione del Cai presieduta dall’architetto Luigi Alverà, ex vicesindaco, che nella predisposizione degli impianti, prima per i Mondiali e poi per le Olimpiadi, ha attivamente collaborato. Il 10 a Cortina ci sarà l’intero vertice del Cai, che ai piedi delle Tofane terrà un consiglio straordinario per concretizzare il proprio impegno «per la tutela dell’ambiente in vista delle Olimpiadi».

Il consiglio centrale del Cai riprenderà, dopo quattro anni, il proprio impegno attivo sui territori con un primo appuntamento, quello appunto di Cortina. Sotto espressa richiesta del nuovo presidente, verranno inoltre convocati i referenti nazionali del Cai per quello che viene annunciato come «un aperto confronto sugli impatti ambientali». La visita di Montani è importante perché il Veneto non è rappresentato ai vertici dell’organizzazione, dopo la sconfitta per pochi voti, alle recenti elezioni, di Francesco Carrer, già presidente regionale. È prevedibile, dunque, che il neopresidente, nel tentativo di ricucire, non smentirà le posizioni già espresse: di contrarietà non alle Olimpiadi, ma alla nuova Eugenio Monti. Sulle Olimpiadi 2026 sin da subito – conferma, infatti, una nota del Cai – il Club alpino, insieme ad altre associazioni, ha espresso la propria seria preoccupazione per gli impatti ambientali connessi alla costruzione delle infrastrutture per le competizioni. Preoccupazione ribadita in più occasioni e legata principalmente alla mancanza di una VAS nazionale (valutazione ambientale strategica) per le opere previste, ai forti investimenti per la costruzione di impianti sportivi che rischiano di diventare cattedrali nel deserto (pista da bob e villaggio olimpico a Cortina, palazzo di pattinaggio di Baselga di Piné) e per la realizzazione di nuove grandi strade a Cortina, Cadore, in Valtellina e Alto Adige.

«Dopo diversi anni di attività stanziale del direttivo presso la sede centrale di Milano, è desiderio della nuova presidenza aprirsi al territorio con la frequentazione attiva. La scelta di Cortina come sede del primo incontro non è naturalmente casuale», afferma il presidente generale, «è un modo per testimoniare in maniera concreta il nostro impegno per la tutela dell’ambiente montano, in questo particolare caso legato alle Olimpiadi invernali, e per uno sviluppo che sia davvero attento alla sostenibilità. Il Cai crede in un ambientalismo legato alla frequentazione e questa sarà solo la prima delle iniziative che porteranno la classe dirigente a toccare con mano i problemi ambientali delle montagne italiane, grazie al supporto dei volontari sul territorio, per prendere decisioni consapevoli che possano fare la differenza».

Il Cai desidera – si fa sapere dalla sede centrale – con questo evento, porre le basi per coinvolgere i propri rappresentanti con deleghe ambientali, in particolare quelli ai tavoli olimpici, e al tempo stesso attivarsi per creare sinergie e momenti di confronto con le altre associazioni di settore con cui poter fare squadra.

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