Il mosaico romano ha trovato casa al Marc: «Ora è visibile tutta la bellezza dell’opera»

Presentata la nuova collocazione al Museo archeologico cadorino dopo un approfondito restauro con fondi Interreg

PIEVE DI CADORE. Nuova collocazione per il mosaico romano di Pieve di Cadore. Dopo un delicato processo di restauro il grande pavimento musivo, che fino alla primavera scorsa era esposto all’ingresso del palazzo della Magnifica Comunità, ora è finalmente posizionato all’interno del Museo archeologico cadorino.

Un’operazione, inserita all’interno di un progetto Interreg Italia Austria, che si attendeva da anni e che da ancor più lustro ed importanza al museo. Durante la presentazione di ieri è stata l’architetto Daniela Zambelli, che ha seguito l’intero processo di concerto con la Soprintendenza di Venezia, a ripercorrere l’iter dei lavori: «Non è stato semplice completare questa operazione, l’intervento ha richiesto uno studio su come ricollocare il mosaico che era già stato spostato nel 1951 dalla sua posizione originale davanti al municipio. Era da anni che si riteneva necessario un nuovo spostamento, in quanto l’ingresso del palazzo non ere un luogo appropriato e sicuro per l’opera. Questa nuova posizione valorizza finalmente il mosaico».

«I restauratori», ha proseguito Zambelli, «hanno ritagliato l’opera seguendo gli antichi segni ed hanno poi alleggerito lo strato di cemento presente. Le varie sezioni, una volta numerate, sono state restaurate in un laboratorio di Venezia prima della ricollocazione. Ecco che per quest’ultimo step abbiamo studiato un vassoio in metallo che potesse garantire un ricollocamento con dei supporti che andassero ad alleggerire il peso, consentendo l’esposizione migliore possibile per leggere la bellezza dell’opera».

Il mosaico è dunque ora visitabile all’interno del Marc e diventa uno dei reperti più importanti tra quelli in esposizione. «Già 10 anni fa abbiamo iniziato una serie d’azioni per valorizzare al meglio il nostro patrimonio archeologico e per avvicinare più persone possibili al museo», ha sottolineato la consulente della Magnifica, Letizia Lonzi, «siamo molto soddisfatti di questa nuova ricollocazione del mosaico che finalmente lo valorizza a pieno e che ancora una volta ha rimarcato come la Magnifica stia lavorando al meglio per unire gli interessi e le professionalità di territori diversi in un’ottica di collaborazione».

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