Pro loco Lozzo, la chiusura a un passo: «O il ricambio o finisce tutto qui»

La presidente Zanella invita i lozzesi per domani a palazzo Pellegrini. «Sarebbe un peccato disperdere un patrimonio costruito negli anni»

L’INTERVISTA

«Ultima chiamata per i lozzesi: o ci sarà un ricambio entro la fine dell’anno, altrimenti la Pro loco di Lozzo chiuderà». Lo afferma, dispiaciuta, la presidente pro-tempore dell’ente, Patrizia Zanella, che in questi mesi sta cercando di coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza delle Pro loco, in particolare nei piccoli paesi. Domani sera, alle 20. 15 a palazzo Pellegrini, arriverà anche Davide Praloran, che dal 2019 è a capo dell’Unpli (l’unione delle pro loco bellunesi).

«Si tratta di un secondo e ultimo tentativo per spiegare cos’è e come funziona una Pro loco. A maggio avevamo già fatto una assemblea di questo tipo, c’era stata anche ampia partecipazione, ma nessuno finora si è fatto avanti. La nostra gestione si concluderà entro la fine dell’anno e, se non ci sarà qualcuno che vorrà rilevarla, ci metteremo sopra una croce».

Una Pro loco che a Lozzo funziona da molti anni con numerose iniziative, per grandi e piccoli.

«Anche quest’estate sarà ricca di eventi, tra concerti, mostre e feste paesane», continua Zanella, «il 6 agosto riserveremo una grande sorpresa a tutti e concluderemo poi la stagione e l’intera attività di questa nostra gestione con una festa di saluto a sostenitori, simpatizzanti e alla cittadinanza».

Insomma, la parola ora passa ai lozzesi: in sei mesi la decisione finale per rilevare e continuare l’attività della Pro loco; oppure, con l’inizio del 2024, tutto scomparirà.

«Chiudere la Pro loco significherebbe una grossa perdita per il nostro paese, significherebbe vendere tutte le attrezzature in dotazione, non offrire più eventi distribuiti in tutto l’anno per la cittadinanza e gli ospiti, nonché ridurre al minimo l’offerta turistica e l’accoglienza, specie con l’importante servizio di ufficio turistico», spiega ancora Zanella.

La stessa presidente pro-tempore, al secondo mandato, si guarda alle spalle e va a ritroso sul percorso di questi anni; e segnala l’importante passo dell’adeguamento dello statuto al Codice del terzo settore, facendo rientrare l’ente nelle associazioni di promozione sociale.

«Una decisione faticosa da prendere quella di lasciare», ammette Zanella, « ma ci siamo accorti che il nostro lavoro è poco ripagato dall’interesse dei cittadini. Perché continuare a impegnarci se non c’è un riscontro? Per di più, con la burocrazia che avanza, più che volontariato si tratta quasi di un lavoro vero e proprio. Lancio l’ultimo appello e mi rendo disponibile a seguire gli eventuali successori passo dopo passo almeno all’inizio. Se ci sarà unione, forse potremo guardare con fiducia al futuro».

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