Belluno, boom di quarte dosi tra gli Over80, riapre il centro tamponi di Paludi

Il virus rialza la testa: l’incidenza settimanale nel Bellunese si attesta sui 600-700 nuovi casi ogni 100 mila abitanti

BELLUNO. Il Covid torna a correre in provincia e con lui anche l’Ulss 1 Dolomiti. Da lunedì infatti riprenderà l’attività il centro tamponi di Paludi dalle 8,30 alle 12,30. Domani, intanto, ci sarà l’apertura straordinaria al mattino ad accesso libero con la presenza di un medico per il triage e l’eventuale prescrizione per chi ha sintomi da Coronavirus. Intanto, le lettere inviate agli over 80 per invitarli a sottoporsi alla quarta dose di vaccino hanno sortito l’effetto: nella prima giornata 660 anziani si sono presentati al centro di Sedico.

La variante Omicron 5

«La nostra provincia», spiega il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Sandro Cinquetti, «è coinvolta da una importante ripresa epidemica. I dati ci mostrano che l’incidenza aumenta di settimana in settimana. Attualmente ci attestiamo intorno ai 600-700 nuovi casi ogni 100 mila abitanti, vale a dire 12-14 volte oltre la soglia epidemica che è di 50 su 100mila abitanti». Inoltre, dai sequenziamenti periodici dei tamponi, la metà dei casi di Covid presenta la variante Omicron 5. «Si tratta di una variante molto contagiosa tanto che ogni persona positiva può contagiarne 15, pari a quello che succede col morbillo e la varicella», precisa Cinquetti che poi ricorda come la variante Delta aveva un indice di contagiosità pari a sette (cioè ogni positivo ne contagiava sette), mentre per la variante Wuhan era pari a 2,5».

Dell’aumento dei contagi si sono accorti sia i medici di base che hanno aumentato le impegnative per il tampone (circa una decina di assistiti al giorno viene mandata ai Covid point), sia le farmacie che hanno ripreso a buon ritmo ad eseguire i test.

Ma la cosa positiva è che la manifestazione clinica e la virulenza di Omicron 5 sono meno gravi. Attualmente sono 18 i pazienti in area non critica negli ospedali bellunesi. «Sono tutti pazienti, in prevalenza anziani, entrati per motivi non Covid (traumi, patologie cardiovascolari, metaboliche), con tampone riscontrato positivo in Pronto soccorso», precisa Renzo Scaggiante, primario di Malattie infettive a Belluno che aggiunge: «Le persone a rischio sono i non vaccinati, chi soffre di gravi patologie e i grandi anziani: queste persone dovrebbero difendersi utilizzando scrupolosamente la mascherina e vaccinandosi con la quarta dose».

L’incubazione

L’incubazione della variante Omicron 5 è più veloce dei ceppi precedenti. Dall’ultimo contatto col positivo, i sintomi si manifestano 2-3 giorni dopo. «Se il contatto di un contagiato vuole fare un tampone e sentirsi più sicuro è opportuno che attenda 48-72 ore dalla positività della persona con cui si è entrati in contatto», precisa Cinquetti che aggiunge: «La vaccinazione mantiene attualmente la capacità di ridurre fortemente le forme gravi, anche di fronte alla Omicron 5 e ha la capacità di ridurre l’infezione del 40% specie nei primi quattro mesi dal completamento del ciclo vaccinale».

La quarta dose

Diventa quindi importante per le persone fragili e anziane sottoporsi alla quarta dose di vaccino. L’Ulss 1 nelle settimane scorse ha invitato con lettera 14 mila over 80, indicando anche la data dell’appuntamento. E la prima di queste sedute c’è stata giovedì al palaskating di Sedico dove si sono presentati 660 ottantenni. «È stato un risultato importante, dettato sicuramente dalla ripresa dei contagi», commenta il capo della Prevenzione che ricorda come gli appuntamenti assegnati andranno fino al 15 luglio. Da lunedì il centro vaccinale di Sedico intanto chiuderà i battenti e tornerà in uso al comune per le attività sportive.

Tamponi

Dopo qualche settimana di tregua, i centri tamponi hanno visto intensificare la loro attività. Domani sarà aperto il centro di Paludi dalle 8,30 alle 12,30 con accesso libero, mentre da lunedì sarà aperto tutti i giorni su prenotazione. Restano funzionanti anche i centri di Agordo, Feltre e Tai di Cadore. «non vedo un sentimento di allarme ad oggi per il Covid: noi stessi siamo occupati a fare quello che serve, ma non preoccupati. Certo preferiremmo che questa ondata si spegnesse presto, ma credo che ci vorrà un po’ come in Portogallo».

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