Pace sul livello dei laghi: non ci saranno più svuotamenti

Il sindaco di Pieve di Cadore Casagrande ha tirato per la giacchetta Zaia. L’Unità di crisi regionale assicura: prelievo temporaneo al Mis ma stop da oggi

PIEVE DI CADORE. Acqua, dalla guerra all’armistizio. L’Unità di crisi idrica della Regione, dopo le proteste dei sindaci, ha deciso di non svuotare ulteriormente i laghi del Mis, del Centro Cadore e di Santa Croce. Lo ha comunicato il soggetto attuatore per il coordinamento per l’emergenza idrica in Veneto Nicola Dell’Acqua, contattando personalmente i sindaci coinvolti.

Ieri mattina, Bepi Casagrande, all’ospedale di Pieve di Cadore, aveva preso da parte il presidente Luca Zaia manifestandogli lo sconcerto suo e dei colleghi per non essere stati nemmeno avvertiti dell’abbassamento dei tre laghi. «Siamo disponibili, ci mancherebbe, a garantire quanto necessario per l’irrigazione, ma non possiamo venirlo a sapere dai vostri comunicati e dai giornali».

Zaia ha convenuto sulla necessità del coinvolgimento dei sindaci e dopo aver detto pubblicamente – all’inaugurazione della nuova base elicotteristica – che la pianura ha bisogno di acqua anche a fini potabili, come nel caso di Caorle, oltre che del Polesine, ha chiamato probabilmente Dell’Aqua affinché ripristinasse la relazione con i sindaci.

«In riferimento al decreto del soggetto attuatore che dispone di attivare alcune azioni per contrastare il cuneo salino del Livenza in modo da garantire acqua potabile negli abitati di Caorle, si precisa che non sono state fatte derivazioni maggiori dai laghi di Santa Croce e Pieve di Cadore», precisa Dell’Acqua, di fatto smentendo la precedente versione delle info diffuse dalla Regione. «Infatti dal 25 luglio, data di insediamento dell’Unità di crisi, non sono aumentati i prelievi nei citati laghi. L’unico lago dal quale è aumentato il prelievo dal 2 agosto è quello del Mis, ma si è trattato di un prelievo temporaneo. Infatti, già da domani (oggi per chi legge, ndr) anche questo lago rientrerà nei prelievi ordinari».

Era stato proprio il sindaco di Sospirolo Mario De Bon a minacciare le barricate. Il suo lago è al 40% dell’invasabile.

Per quanto riguarda invece il lago di Santa Croce, il sindaco di Alpago, Alberto Peterle, aveva dichiarato di essere stato informato dagli stessi dirigenti Enel del fatto che la Regione aveva chiesto acqua; probabilmente quei 4 metri cubi al secondo dati al Meschio per migliorare la situazione del Livenza.

«“Si sottolinea infine che se, nelle more dello stato di emergenza idrica, si dovessero verificare condizioni tali da dover ricorrere a maggiori prelievi dai laghi citati come da altri laghi del Veneto, i sindaci dei Comuni coinvolti sarebbero interpellati prima di prendere qualsiasi decisione in merito all’interno dell’Unità di Crisi», assicura Dell’Acqua, sulla scorta evidentemente delle raccomandazioni di Zaia, oltre che delle proteste dei sindaci non interpellati.

Nel caso del lago di Santa Croce si sa, ad esempio, che la quota dell’acqua è a 380 metri, di qualche metro sotto il cosiddetto livello turistico.

Zaia ha precisato ieri, a margine dell’inaugurazione della base Hems di Pieve di Cadore, che da questa emergenza sono esclusi i Consorzi di bonifica, che non avrebbero chiesto supplementi d’acqua.

Ieri, intanto, si è riunito il Consiglio di bacino durante il quale è ritornata la preoccupazione per l’acqua potabile da razionalizzare se non arrivassero nuove precipitazioni.

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