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La Dmo si trasforma sarà una Fondazione più snella e autonoma

Pronta la svolta nella promozione e nello sviluppo del turismo. Martedì in Provincia il nuovo statuto, il passaggio entro fine anno

Irene Aliprandi
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Dopo quasi due anni di lavoro, è tutto pronto per la trasformazione del Consorzio Dmo in una Fondazione. Il passaggio sembra banale, ma implica un cambiamento radicale nella natura della Dmo, nata come soggetto di diritto privato con dei limiti notevoli. Diventando Fondazione, la Dmo Dolomiti sarà finalmente un soggetto di diritto pubblico, in grado di ricevere e gestire direttamente fondi pubblici, senza più dover passare attraverso l’ente Provincia.

Nella pratica, questo significa che la Fondazione Dmo Dolomiti potrà fare quello scatto in avanti necessario ad affermarsi come braccio operativo del territorio bellunese nella promozione e nello sviluppo del turismo.

Nel consiglio provinciale di martedì verrà portato in approvazione lo statuto della Fondazione che, prima di arrivare alla firma dal notaio, avrà però bisogno di qualche altro passaggio. I prossimi step, infatti, prevedono che la trasformazione venga approvata anche nei consigli comunali dei Comuni soci e dall’assemblea dei soci, che dovrà anche valutare se il patrimonio della Fondazione è adeguato alle sue funzioni.

Ci sarà quindi anche una perizia di stima del patrimonio del Consorzio e una decisione in merito alla necessità o meno di procedere ad un aumento del capitale sociale, atto propedeutico anche all’accreditamento in Prefettura, oltre che in Regione, visto che la Fondazione opererà anche fuori dal Veneto.

Nel complesso, quindi, la Dmo trasformata vedrà la luce entro fine anno e a quel punto si potrà procedere alla nomina dei suoi organi: consiglio di amministrazione, presidente e vice presidente, direttore e revisore dei conti, oltre ovviamente all’assemblea generale dei soci. La decisione va affinata dall’assemblea, ma si ipotizza un cda a sei membri: due nominati dai Comuni soci, uno dalla Provincia e tre dai soci privati (che sono le associazioni di categoria e i Consorzi turistici).

Fino alla firma davanti al notaio, rimangono in carica tutti gli attuali organi anche se il loro mandato è già scaduto. È appena stato riconfermato Michele Basso nel ruolo di direttore e Alessandra Magagnin rimane amministratore delegato fino alla trasformazione in Fondazione. In Dmo sono anche presenti un responsabile marketing e un segretario, personale che va implementato, secondo il presidente della Provincia, Roberto Padrin: «Siamo arrivati nell’ultima fase di questa trasformazione che ha l’obiettivo di garantire maggiore autonomia alla Dmo, che in futuro potrà gestire direttamente i fondi pubblici destinati al turismo. In questo contesto credo che la struttura vada potenziata per diventare ancora più competitiva. L’attività della Dmo è finanziata con i Fondi dei Comuni di Confine per l’attuazione del Piano Vivere le Dolomiti, fondi che oggi devono passare per la Provincia, mentre in futuro potranno essere gestiti dalla Fondazione. Ringrazio il consigliere delegato al turismo Danilo De Toni, che ha fatto un lavoro magistrale per questo passaggio in un periodo complicato da due anni di pandemia».

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