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Il Comune di Belluno blocca i commenti su Facebook: «Non riuscivamo a rispondere a tutti»

Protesta degli utenti dopo il post sul semaforo. Il sindaco: «Per comunicare ci sono altri canali, venite a trovarmi»

Alessia Forzin
2 minuti di lettura
Un post del Comune su Facebook con i commenti disabilitati 

Commenti disabilitati. Da qualche tempo i cittadini che seguono la pagina Facebook del Comune di Belluno non possono più inviare domande o semplicemente commentare i post che vengono pubblicati.

Accade da qualche mese, ma la questione ha sollevato parecchie perplessità di recente, dopo la pubblicazione di notizie relative al malfunzionamento del semaforo all’incrocio di Baldenich.

Due gli aspetti che hanno fatto sgranare gli occhi agli utenti: da un lato l’utilizzo di numerose emoticon, le “faccine” diventate popolari con i servizi di messaggistica, dall’altro appunto l’impossibilità di inviare un commento sul tema.

Il Comune non è obbligato ad avere una pagina Facebook per comunicare con i cittadini. La legge dice che le informazioni devono essere date in maniera chiara e puntuale, ma a tal fine ci sono il sito internet e l’albo informatico. Avere una pagina su un social network è una scelta, ma allora perché aprirla se poi non si lascia la possibilità di commentare?

«I commenti erano stati bloccati già con la precedente amministrazione, la decisione era stata presa allora dal Sirp», spiega il sindaco, Oscar De Pellegrin. Il Sirp è l’ufficio che si occupa di dare le informazioni di carattere istituzionale e di rispondere ai cittadini. «I commenti vengono lasciati liberi quando si vuole stimolare un dibattito, sono bloccati quando vengono diffuse informative perché diventa difficile rispondere a tutti gli utenti».

Non che ci fossero decine di domande, a scorrere i post. Ma i dipendenti, giustamente, osservano degli orari di lavoro, ed è comprensibile che non si riesca a seguire il flusso dei commenti. Ma allora perché tenere aperta la pagina?

«Per dare informazioni che poi trovano approfondimento nel sito del Comune, in una chiamata, in una mail o vis a vis nel mio ufficio», risponde De Pellegrin. «Una pagina istituzionale non può lasciare incustoditi e non risposti dei messaggi che, per loro natura, implicano una risposta immediata. Perciò si rimanda ad altri canali attraverso i quali gli interventi sono più gestibili, come mail, telefono e incontri con il sindaco».

De Pellegrin non ama molto i social e non ha mai nascosto di preferire gli incontri di persona con i cittadini. Tanto da dedicare una mattinata alla settimana ai bellunesi, che possono andare nel suo ufficio a Palazzo Rosso senza appuntamento ogni mercoledì dalle 8.30 alle 10. Il Sirp inoltre risponde puntualmente su Messanger e invita a scrivere una mail a info@comune.belluno.it per qualunque necessità. La pagina Facebook rimane una sorta di “vetrina” per le informazioni e basta.

In merito allo stile dei messaggi e all’utilizzo delle emoticon, che stride con una comunicazione di tipo istituzionale (basta osservare le pagine degli altri Comuni per vedere la differenza), De Pellegrin non ci vede nulla di male: «È lo stile dell’ufficio, è sempre stato usato». La comunicazione formale viene lasciata al sito internet.

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