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Cammino di San Martino: «Belluno deve farne parte»

L’invito di Christian Andreani, musicista e presidente dell’associazione “San Martinu” in Corsica. Un percorso di 2.500 km dalla città francese di Tour all’ungherese Savaria, dove il santo nacque

Lina Beltrame
1 minuto di lettura

Visitatori nella cripta del duomo di belluno davanti al polittico dedicato a San Martino

 

Sarebbe auspicabile che Belluno e la sua provincia facessero parte del “Cammino di San Martino». Sono le parole che Christian Andreani, musicista e presidente dell’associazione “San Martinu” in Corsica , ha pronunciato durante la conferenza tenuta durante il festival “Sani” in Cadore. Parole che ha ripetuto quando è sceso a Belluno per visitare il polittico dedicato a San Martino nella cripta del Duomo, accompagnato da Luiberto Croce, presidente Aics, e Paola Turchetto, guida “Campedel”, prima di presentarsi all’Ufficio Cultura del Comune per un primo approccio sulla descrizione del progetto.

Davanti all’opera pittorica dedicata al patrono, Andreani ha esclamato: «È un capolavoro! La più bella e raffinata rappresentazione pittorica dedicata a San Martino, che abbia mai visto».

Durante il soggiorno in Cadore, Andreani ha avuto modo di visitare la chiesetta di San Martino a Vigo, completamente affrescata, ricca di opere artistiche di pregio e ha visto, da fuori, anche quella antichissima di Valle di Cadore, che da tempo è chiusa a causa del terreno franoso su cui sorge. Ma altre chiese e parrocchie sono dedicate a San Martino nel nostro territorio: Fortogna, Pellegai, Tignes, Rasai e un paese dell’Alpago porta il suo nome e ancora, le Pale di San Martino, l’antico “hospitale” di Zoldo, senza dimenticare la titolazione dell’ospedale di Belluno.

Di fronte a tanto fiorire di luoghi dedicati al santo, Andreani illustra il Cammino di San Martino, che fa parte di un importante progetto europeo con tanto di centro culturale, un percorso che va dalla città francese di Tour dove il santo fu vescovo, fino alla città ungherese che vide i suoi natali, l’antica Savaria, oggi Szombathely.

Nel 2005, il consiglio d’Europa ha dichiarato i 2500 km che uniscono le due città, “itinerario culturale europeo” un itinerario già percorso dal santo lasciando ovunque popolarità e devozione. Solo in Europa si contano quasi 5 mila chiese a lui dedicate, ma la sua fama si è estesa anche negli Stati Uniti, in Messico, in Nuova Zelanda fino alle Filippine.

Il cammino europeo è antichissimo, più antico di quello di Santiago de Compostela con un proposito più culturale che religioso e, recentemente, proprio nel Veneto, ha fatto una deviazione verso la provincia di Treviso, nel basso Friuli e in Carnia: insomma passa vicinissimo, ma non tocca la provincia di Belluno: «Sarebbe bello», auspicano Andreani e tutti i suoi amici bellunesi, «che anche Belluno e la sua provincia aderissero al progetto europeo per diventare tappa culturale di questo cammino e promuovere il territorio col patrimonio culturale di arte, musica e tradizioni popolari legate al patrono della città».

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