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Sersa, dal primo ottobre aumentano le tariffe

Sono 150 euro al mese in più. L’assessore Paolo Gamba: «Si tratta di una limitata copertura dei costi di esercizio previsti dalla società per il 2022, non è dunque una misura risolutiva»

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Aumentano le tariffe alla casa di riposo di Belluno.

L’aggiornamento tariffario di Sersa, relativo alle rette degli anziani non autosufficienti in regime residenziale e allo studio dell’amministrazione da settimane, entrerà in vigore dal primo ottobre.

Le ultime notizie che parlano di aumenti fino al 70% per il gas e al 60% per l’elettricità a partire dall’autunno e l’esclusione delle case di riposo dal decreto Aiuti Ter, sui quali si contava per portare una boccata d’ossigeno nei bilanci delle strutture per anziani, impongono oggi una decisione immediata.

«Si tratta solo di una limitata e parziale copertura dei costi di esercizio previsti dalla società per l’anno in corso – spiega l’assessore al bilancio e vice sindaco Paolo Gamba -, non è dunque una misura risolutiva, allo studio ce ne sono altre relative ai centri di costo. Sono possibili economie, in questo momento è necessario valutare tutto».

Nel 2020 e nel 2021 i trasferimenti integrativi a Sersa hanno potuto contare nei trasferimenti statali legati all’emergenza Covid, ma quest’anno il fondo è stato tolto ed è stato necessario attingere a risorse interne. Oltre ai soldi previsti dal corrispettivo di servizio, in sede di assestamento di bilancio è stata accantonata per l’anno in corso la somma di 150 mila euro, assolutamente non sufficiente a colmare la previsione di perdita. Da qui la necessità di ricorrere ad altre misure.

L’adeguamento tariffario sarà, complessivamente, pari a 4.90 euro al giorno cifra comprensiva sia dei 2,70 euro dell’aggiornamento Istat intervenuto negli ultimi dieci anni e mai incluso nei precedenti adeguamenti tariffari, sia dei 2,20 euro che rappresentano il parziale assorbimento dei maggiori costi energetici causati dalla crisi in corso. La tariffa, così, passerà dagli attuali 49 euro a 53,90 permettendo il recupero di circa 150 mila euro e portando il breakeven necessario a tenere in equilibrio i conti della struttura alla capienza di 149 anziani anziché 152 come da iniziali stime.

«Di fatto l’aumento è di 2,20 euro, i 2,70 sono un’aggiunta necessaria all’adeguamento Istat – prosegue l’assessore -, mai applicato negli ultimi dieci anni. Le proiezioni per l’anno 2022 ci danno una perdita di circa un milione di euro –aggiunge Gamba -, al netto dei 403 mila euro già previsti dal contratto di servizio. Secondo i calcoli del presidente di Sersa Paolo Santesso e del suo direttore Paolo Piazza, la struttura dovrebbe accogliere 152 anziani per potersi reggere senza aiuti esterni, solo con i soldi già previsti dal contratto con il Comune. Ma per accogliere più ospiti e riempire completamente la casa di riposo servono almeno 20 oss e 5 o 6 infermieri in più. Sersa da mesi ha aperto la ricerca di personale e si sta rivolgendo anche all’estero, ma sappiamo tutti quanto sia difficile in questo momento reperire lavoratori nell’ambito sanitario».

Al momento i posti occupati sono 123. L’adeguamento delle tariffe abbasserà il numero degli ospiti necessario a mantenere in equilibrio il servizio da 152 a 149 ed è in linea con gli altri piani tariffari già applicati negli ultimi mesi da altri centri di servizio anziani della provincia.

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