In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni
pieve di cadore

Dolomiti rescue race, la spuntano i ceki ma è stata festa per tutto il soccorso alpino

Ben 58 le squadre iscritte di cui 15 arrivate dall’estero. Rodolfo Selenati (Cnsas Veneto): «Occasione per stare insieme e condividere esperienze»

v.d.
1 minuto di lettura

L’11ª edizione della Dolomiti rescue race, disputata a Pieve di Cadore, è stata vinta dalla Repubblica Ceca nel tempo di 2h13’.Un’ottima prestazione che però lascia imbattuto il record di 1h58’12” stabilito dalla squadra di Pieve nel 2017. Sul secondo gradino del podio il team della Val Brembana, staccato di un minuto, mentre al terzo posto (in 2h15’) si è classificata una squadra della Slovenia. Il maltempo ha concesso una tregua ieri mattina, permettendo alle 58 squadre iscritte di arrivare in piazza Tiziano accolte da decine di sostenitori e cittadini.

«Un pubblico più numeroso del solito», ha affermato il sindaco Giuseppe Casagrande, «evidentemente la manifestazione è entrata nel cuore dei cadorini. Sul piano tecnico, la Dolomiti rescue race è strutturata come un intervento vero e proprio di soccorso in montagna, quando la velocità è un elemento importante per salvare la vita di un infortunato».

Sono state 15 quest’anno le squadre straniere, provenienti da 6 nazioni europee, la conferma di una manifestazione sempre più internazionale di anno in anno. Oltre agli appartenenti al Cnsas, hanno partecipato mountain rescuers di Repubblica Ceca, Slovenia, Romania, Croazia, Polonia e, per la prima volta, Austria. Inoltre i soccorritori della Guardia di Finanza di Cortina. Organizzata dalla stazione del Soccorso alpino di Pieve di Cadore (con il contributo di Marco Da Col e il supporto della II Delegazione Dolomiti bellunesi e del Cnsas Veneto), la gara si tiene a squadre di quattro componenti ciascuna, dotate di materiale tecnico individuale e di gruppo. Il dislivello positivo è stato di 1. 230 metri, dei quali 250 metri di cresta rocciosa esposta, ma idoneamente attrezzata. La discesa si è effettuata con calata in corda doppia di sessanta metri fino al sentiero che, con dislivello negativo di 1100 metri, conduce al fondo valle. Prima dell’arrivo in piazza Tiziano, alla distanza di un chilometro, ogni squadra ha assemblato la propria barella, per poi tagliare il traguardo trasportandola. L’intero percorso si è sviluppato sulle pendici del Monte Antelao.

«Questa manifestazione è nata con lo scopo di incontrarsi e confrontarsi, di stringere amicizia con tutti i componenti del Soccorso alpino d’Italia e del mondo», ha spiegato il responsabile del Cnsas Veneto, Rodolfo Selenati, « in un contesto diverso da quello operativo e di intervento o addestramento. Non solo, quindi, un evento meramente sportivo, ma anche l’occasione per condividere con le proprie famiglie e amici una giornata di spensieratezza con lo spirito che contraddistingue ogni soccorritore. Un ringraziamento speciale ai tantissimi volontari e cittadini che hanno dato il proprio contributo alla realizzazione dell’evento».

I commenti dei lettori