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Il miele d’acacia stellato è di Apicoltura Pervinca di Belluno. Suo il “Tre Gocce d’Oro”

L’azienda bellunese di Soia e Boranga ha ottenuto riconoscimenti anche per altri due prodotti. «Quest’anno una fioritura mai vista»

Ivan Ferigo
2 minuti di lettura

 “Tre Gocce d’Oro” per il miele d’acacia dell’Apicoltura Pervinca. Le produzioni di Michela Soia e Nicola Boranga, la cui attività ha sede a Belluno in via Monte Grappa, sono state protagoniste al 42° concorso “Tre Gocce d’Oro”, promosso dall’Osservatorio Nazionale Miele al fine di selezionare i migliori mieli italiani.

In questa edizione si sono confrontati 540 apicoltori con 1466 mieli. 506 quelli premiati: tra questi, tre sono stati creati nelle arnie della Pervinca. Il riconoscimento più ambito, «simile alle tre stelle Michelin per un ristorante», spiega Boranga, è stato assegnato per un miele d’acacia prodotto a Volpago del Montello.

Solo 17 produttori in tutta Italia possono fregiarsi delle “Tre Gocce d’Oro”: in Veneto, oltre ai bellunesi, il veronese Luca Campagnari per la sua melata di bosco. Soia e Boranga, soci Apidolomiti, hanno inoltre ottenuto due Gocce d’Oro per un altro miele d’acacia fatto a Belluno, ed una per uno di castagno nato a Miane. «Il miele d’acacia è quello più richiesto», spiega Nicola Boranga, tecnico apistico iscritto all’albo regionale, che nell’azienda è collaboratore familiare, mentre titolare è la moglie Michela Soia.

«Le sue caratteristiche vengono apprezzate da gran parte dei consumatori, essendo un miele che resta liquido a lungo, di debole intensità d’odore, dal sapore molto dolce, dall’elevato potere dolcificante, eccelso a livello gustativo. L’abbiamo prodotto sulle colline del Montello, dove c’è un bosco quasi esclusivamente di acacie. Portare lì le api nel momento giusto, e quest’anno con condizioni climatiche ottimali, dà la possibilità di avere un miele unifloreale».

Due gocce d’oro ha ricevuto un secondo miele d’acacia, prodotto stavolta in loco. «In provincia di Belluno, una fioritura così generosa e abbondante non l’ho mai vista», rileva Boranga.

«Questo ci ha permesso di produrre un miele d’acacia puro anche nel nostro Comune. La differenza con il “Tre Gocce d’Oro”, a livello di punteggio, è stata molto lieve. Le caratteristiche sono simili; l’unica differenza è nell’aspetto visivo: quello bellunese tende ad avere una sfumatura di colore leggermente più gialla, rispetto alla limpidezza di quello del Montello». Infine, una Goccia è arrivata per un miele di castagno realizzato a Miane, pur se «la stagione prossima all’estate è stata in parte compromessa dalla siccità, quindi la produzione è stata poca, e con caratteristiche non eccezionali».

La Guida “Tre Gocce d’Oro” riporta altre cinque attività bellunesi virtuose. Tre premi li ha vinti l’Apicoltura De Candido Lorenzo di Santo Stefano di Cadore: due da “Due Gocce d’Oro”, uno da una. Un riconoscimento ricevuto anche da La Piccola Arnia di Santa Giustina (per due mieli), da Agostini Celestino di Colle Santa Lucia, dalla Bioapicoltura Nonna Giovannina di Calalzo e dall’Azienda Agricola Biologica La Sloda di Val di Zoldo.

Per concludere, qualche notizia su nascita e sviluppo della Pervinca. «Io ho cominciato come apicoltore una ventina d’anni fa, a livello hobbistico», racconta Boranga. «Ho trasmesso la passione a mia moglie, e da una decina d’anni abbiamo deciso di aprire partita Iva. Abbiamo così iniziato a produrre e commercializzare il miele. Nei primi tempi avevamo pochi alveari, adesso ne gestiamo una quarantina. Puntiamo soprattutto su acacia, tiglio, castagno e millefiori, cercando il più possibile di produrre nel Bellunese».

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