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La Provincia di Belluno: «Deroga per le centraline, devono funzionare a pieno regime»

L’idea è di agganciare i piccoli impianti allo studio di Enel e Regione per rinviare il deflusso minimo

i.a.
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Estendere la sperimentazione e le simulazioni in atto sul deflusso ecologico a tutti gli impianti idroelettrici, cioè anche alle centraline. È questa la richiesta che l’ente Provincia rivolge all’Autorità di bacino distrettuale, anche allo scopo di ottenere una deroga all’entrata in vigore della normativa che impone, appunto, il deflusso ecologico. A sollevare le preoccupazioni dei gestori delle centraline era stata una lettera degli uffici della Provincia, spedita a luglio, con la quale si ricordavano le scadenze e le prescrizioni dettate dalla legge. Ma nelle intenzioni della Provincia non c’è una sua applicazione tout court e anzi, l’ente di Palazzo Piloni è convinto che sia necessario indagare più a fondo per comprendere cosa accadrà con i nuovi parametri, in termini di produzione di energia idroelettrica, oltre che di benefici per i corpi idrici e i laghi.

La sperimentazione è già stata avviata a livello regionale, con una convenzione voluta dall’assessore Gianpaolo Batticin, tra la Regione Veneto, l’Autorità di Bacino Distrettuale, l’Arpav, l’Associazione Regionale dei Consorzi irrigui e la Società Enel Green Power e proprio questa convenzione consente la gradualità e la derogabilità nell’applicazione della norma. Il timore della Regione (e di Enel Green Power) è che il deflusso ecologico porti a un’eccessiva onerosità socio economica rispetto a un limitato beneficio ambientale per i corsi d’acqua, oltre a un danno evidente per i laghi che si ritroverebbero svuotati. L’Autorità di Bacino ha concesso di prolungare i tempi, proprio in virtù della sperimentazione in corso, a patto però che nel frattempo si mettano anche in atto tutte le misure necessarie ad evitare che l’acqua venga sprecata, ad esempio da parte dei Consorzi irrigui.

In virtù della sua autonomia in materia di demanio idrico, però, la Provincia di Belluno potrebbe decidere di imporre ugualmente il rispetto del deflusso ecologico a partire dal primo gennaio, passaggio che invece punta a derogare, agganciando la sperimentazione anche ai piccoli produttori di energia idroelettrica.

«La crisi energetica ha catalizzato l’attenzione su un tema che per il territorio bellunese è quanto mai sentito», sottolinea il consigliere delegato, Simone Deola. «Il fatto che il deflusso ecologico possa comportare minore produzione elettrica - cosa tutta da dimostrare, al momento - può provocare legittime preoccupazioni. Proprio per questo la Provincia ha chiesto di estendere a tutte le derivazioni la sperimentazione Enel in atto con la temporanea sospensione degli obblighi, in attesa che sia testato sul campo il metodo di calcolo del deflusso introdotto dall’Autorità di distretto idrografico. Sperimentazione che consente di agire in deroga sul termine del 1° gennaio 2023 e che oggi interessa solo gli impianti Enel. L’allargamento degli effetti della sperimentazione consentirebbe una dilatazione temporale utile soprattutto alle piccole centraline di proprietà dei Comuni, che sappiamo essere importanti per i bilanci municipali e per i servizi alle comunità locali».

«L’adeguamento al rilascio del deflusso ecologico, che ci vede favorevoli come amministrazione per la tutela della qualità dei nostri corpi idrici», aggiunge il presidente, Roberto Padrin, «è materia derivante da normativa europea e statale. Legata a questa tematica, è anche la necessità di maggiore attenzione da parte dei consorzi irrigui, con investimenti sulla rete, per limitare i prelievi a monte e preservare la qualità oltre che la quantità della risorsa acqua».i.a.

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