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Pnrr, due progetti per 5,5 milioni nel Bellunese: «Daremo autonomia a disabili e anziani»

Appartamenti di comunità e telecontrollo per non essere soli. Previste anche iniziative per famiglie in crisi con bambini

Paola Dall’Anese
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Sei milioni di euro dal Pnrr per finanziare progetti a favore delle fasce più deboli della società: anziani e disabili. È quanto dovrà gestire soprattutto il Comune di Belluno, capofila di cinque dei sei progetti del valore complessivo di 5,7 milioni di euro (i restanti 210 mila euro saranno in capo a Feltre). I tempi per dare corpo alle proposte sono stretti: tutto dovrà essere realizzato entro il 2026.

«Stiamo lavorando pancia a terra», spiega l’assessore comunale al sociale, Marco Dal Pont, «per concretizzare quanto abbiamo messo nero su bianco in questi mesi. Si tratta di progettualità che ereditiamo dalla giunta Massaro e che abbiamo dovuto modificare nei mesi scorsi in base alle nuove linee guida ministeriali».

GLI ANZIANI

Sei le linee di intervento che saranno sviluppate nei prossimi quattro anni e che sono state votate la settimana scorsa dalla Conferenza dei sindaci dell’Ulss 1. Le più cospicue riguardano gli anziani e i disabili. «In ballo», precisa l’assessore, «c’è un piano per l’autonomia degli anziani non autosufficienti del valore di 2.460.000 euro. Si tratta di un piano di cui il Comune di Belluno è capofila per l’intero territorio bellunese». Il progetto prevede che nelle abitazioni di anziani selezionati vengano installate apparecchiature che consentano il telecontrollo della persona: «Tramite strumenti di domotica si potranno aiutare gli anziani a rimanere a casa loro il più possibile, rinviando il momento dell’entrata in casa di riposo».

I DISABILI

Un’altra linea di intervento, del valore di 2.560.000 euro, riguarda i disabili: «A questa fascia debole vogliamo permettere di raggiungere un livello di autonomia tale da essere in grado di trovare una occupazione», continua ancora l’assessore comunale Dal Pont, che aggiunge: «Per questo cercheremo in tutta la provincia degli appartamenti in grado di contenere almeno sei disabili. I giovani con handicap che entreranno in questi alloggi saranno selezionati in base a dei criteri precisi che dobbiamo definire».

DOMICILIARITA’

Vale 330 mila euro il piano per rafforzare i servizi domiciliari per chi viene dimesso dall’ospedale. «Si tratta di potenziare il servizio di assistenza domiciliare, tramite il braccio operativo di Sersa, per garantire la pulizia della casa, l’igiene personale, la fornitura di pasti a chi, dopo un ricovero, non è in grado di gestirsi da solo».

HOUSING FIRST

Non mancheranno azioni anche a tutela di chi si troverà ad un certo punto della sua vita senza un lavoro e senza un posto dove stare. Per loro, con circa 150 mila euro, partirà il progetto “Housing first”. «Andremo a individuare delle strutture residenziali che possano essere utilizzate per le emergenze abitative. Lo scopo dei progetti che porteremo avanti», tiene a precisare Marco Dal Pont, «non è assistenzialistico, ma mira a dare strumenti adeguati alle persone per procedere con le loro gambe, in modo autonomo».

FAMIGLIA

Va in questa direzione anche il progetto che vuole sostenere la capacità genitoriale e prevenire la vulnerabilità delle famiglie con bambini. «Su questo tema», conclude Dal Pont, «sono stati investiti 211.500 euro. Si tratta di venire incontro alle necessità di famiglie già in situazioni critiche per tutelare comunque il nucleo familiare come fulcro per il benessere del bambino. Non vogliamo infatti ricorrere all’istituzionalizzazione dei piccoli, cioè non vogliamo che siano inseriti in strutture esterne. Dobbiamo accompagnare le famiglie nel percorso di rafforzamento».

FELTRE

Il progetto che vede capofila il comune di Feltre vale 210 mila euro e mira a prevenire il “burnout”, cioè lo stress degli operatori sociali.

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