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LabelLess, i capi etico sostenibili “sposano” gli alimenti biologici

Convenzione settimanale per la start up cadorina con la Bottega di Tai

valentino suani
1 minuto di lettura

I capi d’abbigliamento etico-sostenibili targati LabelLess arrivano in vetrina a Pieve per la prima volta. I giovani della start-up cadorina, nata nel 2020 per promuovere una maggiore consapevolezza nella qualità del vestiario, hanno sottoscritto una convenzione con la Bottega Bio di Tai per aprire – limitatamente a questa settimana – il primo negozio LabelLess nelle adiacenze dello stesso negozio di alimentari.

«Offriamo per la prima volta a tutti gli interessati la possibilità di venirci a trovare fisicamente in questo spazio espositivo temporaneo, per provare le nostre linee d’abbigliamento e testare dal vivo la qualità superiore del puro cotone coltivato in modo naturale», spiega Gabriele Kratter, socio fondatore del brand. C’è tempo fino a domenica per visitare questo connubio tra indumenti e alimenti biologici, una collaborazione che – a detta degli stessi protagonisti – vuole sperimentare nuovi modelli di esposizione e promuovere l’amore per il territorio cadorino e – al tempo stesso – la sostenibilità. «Ci troverete pronti a raccontarvi la nostra storia, il nostro impegno quotidiano. Vi faremo conoscere da vicino quello di cui ci occupiamo e vi esporremo i risultati di quello che per noi è un processo di lavorazione innovativo, in grado di ridurre fino al 90% l’impatto ambientale, tutelando – al tempo stesso – i diritti dei lavoratori», spiega Aldo Calabria, un altro dei giovani fondatori, «vogliamo insomma sensibilizzare sull’importanza di questi temi perché una produzione non controllata reca un grande danno all’ambiente».

All’esposizione di Tai, è presente anche una sezione di abbigliamento vintage, con l’obiettivo di recuperare ciò che per qualcuno può essere considerato un rifiuto, per altri una risorsa. «La chiusura di domenica si prospetta in concomitanza con la settimana del black friday, evento a cui lo scorso anno abbiamo manifestato la nostra opposizione, contraddistinguendoci dalle altre aziende», conclude Kratter.

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