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Feltre, i lupi sbranano i daini del parco Lanciato a due passi dalla statale

L’attacco notturno tra domenica e lunedì. Uccisi sei animali. Ora Zermen ha paura: «Sono in mezzo alle case»

Cristina Contento
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

I daini della famiglia Lanciato quando riempivano il piccolo parco

 

I daini del parco Lanciato a Zermen sbranati dai lupi: della sorta di fattoria didattica in zona Zermen, sopra il Casonetto, meta di scolaresche intere, sono rimasti due cuccioli. Gli altri sei esemplari adulti sono passati sotto le fauci del branco di lupi: tre, fra i quali la Dolly più anziana, dilaniati; altri tre che la polizia forestale ha dovuto abbattere. Una ricchezza faunistica a portata di ragazzini creata decenni fa da Ennio Lanciato, storico presidente del Cai e industriale feltrino, insieme con la moglie Adriana.

«L’altra notte, verso le 3 e mezza ho sentito i cani abbaiare, quasi sgolarsi» racconta Tiziana Lanciato, che vive con la famiglia e la madre nella storica proprietà sopra il Casonetto. «Abbaiano spesso perché di solito passano volpi, cani, gatti. Ho cercato di calmarli ma non c’è stato verso e quando ho sentito che la cosa continuava ho acceso tutte le luci e aperto le tapparelle per capire che stava succedendo. Non ho collegato che ci potesse essere un problema con i daini, chi avrebbe mai immaginato...».

I lupi sotto le finestre di casa, nel prato di proprietà: hanno superato ben due recinti. Al mattino presto il brutto scenario: «Ho visto i daini sparsi ovunque e allora ho realizzato e ho chiamato la polizia forestale. Sono arrivati e da lì siamo andati nel recinto, anche con mio fratello Nico arrivato nel frattempo. C’erano tre daini a terra: le più vecchie, che sono qui da noi da tanti anni. Una in particolar modo aveva la testa staccata: non erano però mangiati dai lupi. Forse li ho disturbati quando ho acceso le luci e si sono spaventati lasciando le carcasse. Delle tre grandi è stato uno scempio, altri tre sono rimaste ferite ma si sono dovute abbattere. Sono rimasti due cuccioli».

Orme e modalità di aggressione non lasciano dubbi neanche tra veterinario e forestale: a Zermen, a due passi dalla statale al Casonetto i lupi sono in mezzo alle case, non hanno paura dei cani nelle proprietà private, saltano recinti alti metri che le delimitano. Ora la gente ha paura: «Qui è pieno di case, anche non recintate. Non sono veramente troppo vicino alle abitazioni? Non hanno preso troppo coraggio? I miei interlocutori mi hanno risposto che hanno fame e sono specie protetta. Ma anche i nostri daini lo erano: i daini di mio papà, anche un ricordo di lui che non c’è più». I lupi hanno fatto danni anche nei dintorni: sono arrivati attraverso la stradina interna confinante con la proprietà: la rete non è altissima ma sono entrati lo stesso nonostante i due cani che abbaiavano. Della loro presenza la Forestale era a conoscenza: non si sa però quanti esemplari formino il branco: già ad agosto una signora si è imbattuta in un esemplare. Ora i due superstiti sono stati rinchiusi nel recinto: non si sa mai che tornino, «Io la notte scorsa non ho dormito, però. Erano un ricordo di papà: dal 1975 li avevamo, la nostra è conosciuta come la casa dei daini, venivano le scolaresche a vederli, era un parco. E siamo molto preoccupati perché ritornano: sapere che girano qui intorno in mezzo alle case malgrado i cani, non sono l’unica ad avere paura. La domanda che ci siamo fatti è: possiamo stare tranquilli?». —

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