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Galleria di Segusino, la riapertura al traffico slitta a febbraio 2023

La decisione di allungare una delle trincee drenanti renderà l’intervento al tunnel ancora più efficace ma prolungherà i disagi nel delicato snodo di Fener e Vas

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Il cantiere alla Galleria “Madonna del Piave” terminerà a febbraio, un paio di mesi dopo rispetto alle previsioni. Tale prolungamento è dovuto a diversi fattori: il problema nella fornitura e nel rialzo dei prezzi del materiale e la decisione, maturata durante le fasi di lavorazione, di allungare una delle trincee drenanti che consentirà di rendere l’intervento alla galleria ancora più funzionale. La trincea già realizzata a partire dall’imbocco di Segusino, infatti, ha dato buoni risultati in termini di drenaggio dell’acqua meteorica; da qui la volontà di modificare in modo simile anche il tratto proveniente dall’imbocco di Vas, così da garantire la massima impermeabilizzazione del tunnel.

«La complessità dell’intervento, unita alle difficoltà che accomunano tutte le imprese del settore in questo periodo, ci hanno spinto a prolungare i tempi di chiusura del cantiere», dicono il presidente di Ats, Fabio Vettori, e l’amministratore delegato, Pierpaolo Florian, «Siamo consapevoli che i disagi alla viabilità saranno inevitabili, ragion per cui, come soggetto attuatore, faremo di tutto perché le opere procedano nel modo più rapido consentito. Allo stesso tempo, però, tale prolungamento permetterà di consegnare ai cittadini una galleria praticamente nuova, ossia un’infrastruttura viabilistica di importanza strategica che da anni attende di essere messa in piena sicurezza. Alla popolazione, inoltre, garantiremo un’informazione rapida e tempestiva sulle fasi di lavorazione».

Il cantiere della galleria “Madonna del Piave”, fra i comuni di Segusino e Quero-Vas, ha richiesto la chiusura del tunnel dal 12 luglio di quest’anno. Le lavorazioni prevedono, oltre alla eliminazione delle infiltrazioni che causano venute d’acqua e l’allagamento della galleria in concomitanza con le precipitazioni intense, anche la messa in sicurezza dell’importante condotta idrica presente in gran parte sotto la sede stradale, a servizio di un bacino di circa 150 mila utenze del Trevigiano. Il cantiere era risultato non più procrastinabile, a causa dei gravi problemi che mettevano a rischio la sicurezza della viabilità nella sede stradale. Per cercare di creare meno ingorghi possibili sul ponte Fener, prima di iniziare i lavori in galleria, è stata realizzata una rotatoria provvisoria all’imbocco del ponte sul Piave.

«Il progetto è stato finanziato per oltre 1,7 milioni di euro dalla Regione Veneto tra gli interventi urgenti di sistemazione dei danni causati dalla tempesta Vaia – concludono Vettori e Florian - Alla Regione va il nostro ringraziamento».

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