In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Via libera alle varianti di San Vito, Valle e Tai: ora le gare

Lunedì Anas incontra in prefettura i sindaci dei tre Comuni, il programma indica due anni e mezzo di lavori

Francesco Dal Mas
2 minuti di lettura

Sorpresa sotto l’albero di Natale: entro metà dicembre l’Anas dovrebbe mettere in gara d’appalto le tre varianti all’Alemagna di San Vito, Valle e Tai di Cadore. Opere che erano attese peraltro già per i Mondiali di sci del 2021.

D’obbligo usare il condizionale perché, a meno di sorprese, l’annuncio sarà dato il 5 dicembre, in un vertice convocato in prefettura a Belluno, con i massimi vertici Anas, compreso il presidente Edoardo Valente, ed i sindaci Emanuele Caruzzo di San Vito, Marianna Hofer di Valle e Giuseppe Casagrande di Pieve di Cadore. La convocazione è tenuta nel massimo riserbo, per la delicatezza dei temi, nel passato al centro di contestazioni. Ma l’Anas è decisa a procedere ed il prossimo anno potrebbero finalmente essere aperti i sospirati cantieri. Con la probabilità che la galleria di Valle arrivi prima della data olimpica.

Per quanto riguarda San Vito, si è definito un nuovo percorso lungo 2,35 chilometri, con la realizzazione di due rotatorie, di due infrastrutture e di quattro gallerie artificiali antirumore. Partirà nei pressi del Pio X e si reimmetterà nell’attuale statale a Chiapuzza, davanti al Brico. Da Resinego a Chiapuzza verranno deviate le auto che oggi transitano in mezzo alle case e alle attività del centro, creando notevoli disagi, soprattutto in stagione.

Le modifiche apportata aumenteranno i costi da 28 a 38 milioni a carico di Anas.

Tra l’altro non verrà creato il viadotto di circa 200 metri previsto nel progetto originario bensì un rilevato stradale rinverdito per più di 100 metri e sarà ampliata la galleria artificiale all’altezza delle scuole. Il cantiere richiede due anni e mezzo di tempo, quindi necessariamente deve scattare in primavera. Per quanto riguarda la variante di Tai, l’investimento non sarà più di 46 milioni, bensì di 68. Sarà costruita una galleria della lunghezza di oltre 980 metri, con raccordi sulla viabilità esistente tramite una serie di rotatorie.

Il cronoprogramma dei lavori è di circa 30 mesi, pari quindi a due anni e mezzo.

Come dire che, se si vuole essere pronti per le Olimpiadi, bisogna partire al più tardi entro la conclusione della primavera. Infine la variante di Valle di Cadore. È lunga 1,1 chilometri , sarà tutta in galleria e l’investimento sarà di 44 milioni. I lavori dureranno 1 anno e 8 mesi. Ecco perché quest’opera è data per sicura entro il febbraio 2026. Non è escluso che al vertice del 5 dicembre si faccia il punto anche sulle varianti di Longarone e di Cortina, nonché sulla galleria del Comelico e la strada di valle.

Temi, questi, che sono stati affrontati la scorsa settimana dal presidente della Regione, Luca Zaia, in un incontro con il Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

«Abbiamo parlato di tutti questi temi della montagna», ha confermato Zaia, «c’è un focus che esiste solo in virtù delle Olimpiadi. Se oggi non avessimo questo riflettore, la montagna avrebbe poca luce mentre oggi ha un faro puntato. Andiamo avanti con le opere, considerate che la variante di Longarone è finanziata, in progettazione e si realizzerà. La variante di Cortina è finanziata, e stiamo parlando di 300 milioni: è in progettazione e si farà”. Non è per nulla detto, però, che questi due interventi, peraltro estremamente complessi, siano pronti per i Giochi del 2026.

I commenti dei lettori