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Airbag elettronici per le moto: Dolomiticert al lavoro sulla nuova normativa

La tecnologia è basata su un sistema elettronico in grado di riconoscere quando la cinematica del pilota si discosta dalle normali dinamiche di guida e di avviare in pochi millisecondi l’attivatore di gas che gonfia la sacca dell’airbag

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Ci sarà una nuova normativa europea per gli airbag elettronici per motociclisti, ci stanno lavorando da protagonisti Dolomiticert e l’Università di Padova.

Nei giorni scorsi si è infatti tenuto, nella sede di Certottica a Longarone, il meeting internazionale del gruppo di lavoro europeo che si occupa delle normative in materia di airbag ad attivazione meccanica ed elettronica. Vi hanno partecipato i rappresentanti delle principali aziende produttrici italiane ed estere e i laboratori di prova, tra cui Dolomiticert (ente notificato per la certificazione di DPI come appunto l’airbag ad attivazione elettronica), nonché vari esperti provenienti dai paesi in cui questo tipo di dispositivo incontra maggior diffusione, Italia inclusa.

La stesura della nuova normativa al centro del dibattito trae ispirazione dal disciplinare elaborato nel 2013 e successivamente ottimizzato dai tecnici di Dolomiticert in partnership con il Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Padova. Coordinatore del progetto è Nicola Petrone, docente di Costruzione di macchine del Dipartimento dell’Ateneo patavino di Ingegneria industriale, il quale ha spiegato che «il lavoro consiste proprio nella concertazione e nel confronto continuo tra punti di vista diversi, con l’obiettivo, caro ai costruttori con i quali il dialogo è costante e continuativo, di salvaguardare la qualità dei prodotti e preservare l’incolumità dell’utente finale».

In realtà esiste già una normativa, ma riguarda unicamente la regolamentazione degli airbag ad attivazione meccanica. Che, per funzionare, necessitano di essere materialmente collegati alla motocicletta e, tramite un cordino, sono azionati quando avviene in distacco tra pilota e veicolo a causa di un impatto o una caduta. Il sistema, pur se efficace, risulta di fatto scomodo e poco pratico per il rischio di attivazione indesiderata.

Ora la tecnologia si è evoluta ed è basata su un sistema elettronico in grado di riconoscere quando la cinematica del pilota si discosta dalle normali dinamiche di guida e di avviare in pochi millisecondi l’attivatore di gas che gonfia la sacca dell’airbag.

Ormai il 70% dei piloti professionisti impegnati nel campionato di Moto GP indossa questo tipo di protezioni. «Ora», spiega Petrone, «si è aperto un mercato parallelo anche per gli utenti della strada ed è proprio per loro che stiamo studiando questa normativa, per far sì che i motociclisti amatoriali siano sicuri come quelli che praticano questo sport a livello agonistico e che la protezione sia efficace non solo contro gli urti con veicoli e ostacoli, ma anche in caso di cadute o scivolate».

«Il ruolo di questi Comitati tecnici è soprattutto strategico», commenta Corrado Facco, amministratore delegato di Certottica e Dolomiticert, «perché sono le aziende leader stesse a parteciparvi attivamente e dunque a mettersi in gioco al fine di rendere più fluidi i passaggi per salvaguardare le loro innovazioni di prodotto».

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