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Unioni montane bellunesi al risparmio: dalla Provincia mezzo milione

I soldi per interventi sulle frane. Ai Comuni 237 mila euro per lavori sulla viabilità. «L’auspicio è arrivare a una convenzione per rendere strutturali i fondi»

Alessia Forzin
2 minuti di lettura

Pur in un anno di grandi difficoltà sotto il profilo dei conti, la Provincia ha trovato mezzo milione di euro per sostenere le Unioni montane. E quindi i territori, perché le risorse stanziate con la variazione al bilancio approvata ieri in consiglio permetteranno alle Um di fare una serie di lavori importanti per la messa in sicurezza di frane e dissesti idrogeologici.

Lo stanziamento è reso possibile da alcune maggiori entrate, in particolare i 737 mila euro rimborsati dalla Regione Veneto per i lavori di messa in sicurezza della frana di Cancia. «Risorse che restano nel capitolo difesa del suolo e vengono subito rimesse sul territorio», ha spiegato il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «Consapevoli del ruolo delle Unioni montane e della presenza di tante situazioni di fragilità della montagna bellunese, le risorse vengono girate alle Unioni montane per interventi sulle frane». La cifra rimanente, 237 mila euro, sarà invece destinata ai Comuni per interventi sulla viabilità, da attuare a seguito di specifici accordi di programma.

«Si tratta di una cifra piuttosto considerevole, che non è dovuta, ma che è doveroso riconoscere alle Unioni montane, in quanto braccio operativo della Provincia sul territorio» ha aggiunto il consigliere delegato alla difesa del suolo, Mattia Gosetti. «L’auspicio è che si possa arrivare a una convenzione per rendere strutturale il finanziamento delle Um, anche all’interno del piano di riordino regionale previsto per questi enti, che hanno necessità di trovare nuove energie per poter essere operative al massimo e continuare a dare risposte alle amministrazioni e alle comunità locali».

«Finanziamenti strutturali»

Quest’anno, infatti, le Um riceveranno dalla Provincia solo 500 mila euro. L’anno scorso lo stanziamento era stato di due milioni di euro. «È stato un anno molto difficile per il bilancio della Provincia», ha aggiunto Gosetti a margine della seduta. «Quest’anno abbiamo avviato una trattativa con le Um, insieme all’Uncem, e i 500 mila euro erano la cifra minima che era stata richiesta. Siamo riusciti a trovarli, ma è necessario ripristinare il finanziamento strutturale, con le risorse dei canoni idrici che ora non riusciamo a riversare alle Unioni montane perché parte della cifra (circa 7 milioni, ndr) deve essere necessariamente impegnata per la manutenzione delle strade che sono state trasferite ad Anas ma di cui si occupa ancora Veneto Strade». Fino a quando non sarà risolta la partita delle strade, insomma, il bilancio della Provincia sarà ingessato.

Ciò nonostante quest’anno sono stati trovati 500 mila euro per le Um: «In ogni caso, l’attività di difesa del suolo della Provincia va avanti, i lavori non sono fermi», precisa Gosetti.

Fondi per i comuni

Anche il finanziamento di accordi di programma con i Comuni per interventi sulla viabilità segue la stessa logica. «Rappresenta un piccolo passo per aiutare i Comuni a eseguire piccole sistemazioni, che risultano fondamentali per le aree di montagna», ha sottolineato il consigliere delegato alle infrastrutture, Fabio Luchetta.

La manovra

La manovra varata ieri dal consiglio provinciale conta altre maggiori entrate: 172 mila euro di contributo statale straordinario riservato alle Province che hanno subito una consistente riduzione del gettito dell’Ipt e della Rc auto (che costituiscono le voci principali delle entrate degli enti di area vasta), e 570 mila euro dai Decreti aiuti bis e ter per le maggiori spese di riscaldamento e di energia elettrica degli istituti scolastici; serviranno per pagare le bollette e per integrare il finanziamento di Investi Scuola, assicurato dal Consorzio Bim Piave.

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