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«La dottoressa Perin, preziosa risorsa sottratta a Feltre»

Mano Amica delusa per il trasferimento della primaria. «Ha garantito un livello molto alto, merita di fare carriera»

laura milano
2 minuti di lettura

Roberta Perin lascerà il Santa Maria del Prato, all’inizio del prossimo anno, per assumere l’incarico di primario di Cure Palliative al distretto Treviso sud. E se da Mano Amica, associazione che da sempre sostiene questo piccolo gioiello, pionieristico rispetto alla programmazione regionale, giungono rallegramenti e complimenti per la bravura della dottoressa, non si nascondono nemmeno le forti preoccupazioni per il futuro del servizio. Né le recriminazioni per quella che si percepisce come una scorrettezza da parte dell’Ulss di Treviso: «Che dalla pianura sale a scegliersi la preziosa risorsa che ha tenuto in piedi il reparto e ha garantito la piena funzionalità del modello a favore dei pazienti inguaribili di tutte le età fra hospice e territorio comprese le Rsa, lasciando sguarnita la montagna dove il reclutamento dei medici è strutturalmente complicato».

Non le manda a dire il presidente di Mano Amica, Paolo Biacoli all’indirizzo dei vertici di Ca’ Foncello. Di più: «Proprio perché la montagna è disagiata e gli indicatori sono critici quanto a epidemiologia e invecchiamento della popolazione, il presidente della Regione dovrebbe salvaguardare gli equilibri, con un occhio alla specificità. Tutti i direttori generali sono in affanno nella ricerca di dottori, ma la montagna dovrebbe essere tutelata cercando di mantenere qui i professionisti che operano da anni in un territorio problematico».

«Auguriamo a Roberta Perin il futuro professionale e di carriera che merita», dice Biacoli. «Perin ha saputo mantenere l’asticella molto alta, pur operando fra tante difficoltà. Il suo avanzamento è motivo di orgoglio anche per Mano Amica. Ma non ci nascondiamo che con la sua partenza, si aprirà un altro momento molto difficile». Si potrebbe creare la stessa situazione di sei anni fa quando Galdolfo Fiorito diede le dimissioni, Roberta Perin era pronta per andare al Santa Chiara di Trento e Federica Zanatta per tornare al Pronto soccorso di Feltre, ricorda il presidente Paolo Biacoli.

«In quella occasione avevamo chiesto risposte al direttore precedente Rasi Caldogno che ha agito per la ricostruzione di squadra, Mano Amica ha finanziato un contratto libero-professionale e Roberta Perin ha deciso di rimanere al Santa Maria del Prato con funzioni di responsabile dell’unità operativa Cure Palliative». Feltre è fra le pochissime realtà del Veneto a soddisfare i requisiti richiesti dalla Regione, aggiunge il presidente. Nella fase critica del Covid, Perin ha gestito da sola il reparto dato che sono venuti a mancare i collaboratori. «Anche in questo caso la nostra associazione ha fatto pressing perché fosse data piena garanzia di continuità del servizio. E sono arrivati due pensionati con contratto libero-professionale di 25 ore a settimana, Gandolfo Fiorito e Cosimo Di Chirico».

Attualmente è rientrata Federica Zanatta, medico in organico. «Ma la situazione è precaria», continua il presidente di Mano Amica. «Qualunque cosa ci venga chiesta, noi siamo disponibili a collaborare anche finanziariamente come sempre abbiamo fatto. È fondamentale però che l’Ulss 1 si attivi perché a fine gennaio non ci si ritrovi con il personale d’équipe ancora in affanno».

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