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Nicolò, le indagini si allungano: nuova proroga per l’autopsia

Il medico legale ha chiesto un altro mese per consegnare la sua consulenza. I genitori del piccolo morto per droga lo scorso luglio hanno lasciato Codissago

Gigi Sosso
1 minuto di lettura
Nicolò Feltrin, il bimbo è morto a due anni 

Morto a due anni per aver mangiato hashish: si allungano i tempi delle indagini. Il caso del piccolo Nicolò Feltrin è ancora lontano da una soluzione: la magistratura, che indaga il padre Diego per l’ipotesi di reato di omicidio colposo, ha ricevuto la seconda richiesta di proroga da parte del dottor Antonello Cirnelli, il medico legale che il 3 agosto ha eseguito l’autopsia, all’ospedale San Martino di Belluno. Viste la delicatezza e la complessità della vicenda, non c’erano motivi per non accordarla da parte del pubblico ministero Simone Marcon. I termini scadevano in questi giorni e, a questo punto, bisognerà aspettare almeno fino ai primi di gennaio per avere una risposta.

Era stato lo stesso Cirnelli trovare nello stomaco del bambino di Codissago un certo quantitativo di una sostanza, che va confrontata con l’hashish sequestrato dai carabinieri nell’abitazione dei Feltrin, durante una perquisizione. Sarebbe stata proprio la sostanza stupefacente a provocare l’arresto cardiaco per intossicazione, all’ospedale Giovanni Paolo II di Pieve di Cadore, dove il bimbo era stato portato in macchina dal papà il pomeriggio del 28 luglio, in condizioni gravissime. I reperti sequestrati in casa e inviati al laboratorio di Padova sono stati esaminati dalla dottoressa Donata Favretto e si tratta senz’altro di hashish. Quello che ancora manca è un riscontro preciso dall’autopsia, a cominciare dalla sostanza e dal suo principio attivo.

Diego Feltrin (avvocato Massimiliano Xaiz) e la compagna Serena Doff hanno rifiutato di sottoporsi all’esame tossicologico, come era loro diritto, e non abitano più nel condominio di via 2 giugno, con vista sul parco Sydney. Si sono spostati in Friuli, perché era diventato impossibile continuare a vivere dove si è consumata la tragedia. In un primo momento erano arrivate solo manifestazioni di vicinanza e solidarietà da parte dei paesani, poi l’atteggiamento benevolo è cambiato in peggio, man mano che passavano i giorni.

Prima che un indagato, Diego Feltrin è un genitore che continua a professarsi innocente, anche se la sua iniziale ricostruzione dei fatti, cioè quella del terriccio raccolto al giardinetto e messo in bocca da Nicolò per qualche istante, è stata smentita dalla telecamera: padre e figlio non ci sono stati la mattina di quel maledetto giorno d’estate. Di conseguenza il bambino deve aver ingoiato qualcosa a casa, mentre la mamma era al lavoro, prima del riposino e del malore fatale.

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