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Comelico, è tornata la lontra

Dopo decenni di assenza, a novembre è stata certificata la sua presenza in Val Digon dagli esperti faunisti Michele Cassol, Gabriele De Nadai e Luca Lapini

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

da sinistra Franco De Bon, Michele Cassol e Gabriele De Nadai

 

La lontra è tornata nella provincia di Belluno. E’ quanto hanno scoperto gli esperti faunisti Michele Cassol, Luca Lapini  e Gabriele De Nadai il 12 novembre 2022 quando hanno ritrovato degli escrementi del mustelide  in Val Digon in Comelico. Dell’animale non c’erano dati certi in provincia dall’Ottocento, mentre da circa 60 anni mancava in Veneto. 

«Questa scoperta di una specie minacciata a livello italiano, certifica la qualità del territorio bellunese e dei nostri corsi d’acqua, e anche la bontà delle misure di recupero della funzionalità dei corsi d’acqua e della corretta gestione della fauna ittica che stiamo portando avanti», precisa il consigliere provinciale con delega alla caccia e pesca, Franco De Bon.

Le prime tracce della lontra risalgono al 2019 quando il professor Filacorda durante una ricerca bellunese del sciacallo, ha individuato degli escrementi riconducibili al mustelide. A questo si aggiunge che in Friuli, come in Alto Adige e Austria questi animali sono presenti e ne sono stati certificati sul crinale di Cima Sappada tra Sappada e Forni Avoltri. Da qui quindi la ricerca di Cassol, De Nadai e Lapini che ha portato alla scoperta degli escrementi nei pressi del torrente Digon. Escrementi che recano al loro interno tracce di pesce e «quello degli spraints è un elemento certificatore della lontra.

La lontra era sparita  sia per l’eccesso di prelievo ma anche per la presenza di sostanze inquinanti nei corsi d’acqua come i clorurati oggi invece vietati. La lontra dimora in un territorio di circa 20-30 km, mentre di notte, quando si muove, può percorrere anche 10 km. Si nutre principalmente di pesce, ma anche di serpenti e altri animali e quanto offre l’ambiente circostante. Un maschio può raggiungere le dimensioni di 50-60 cm e 10 kg di peso, mentre la femmina di 6-7 kg. Si accoppia una volta l’anno dando alla luce dai 2 ai 4 piccoli.  E’ un animale solitario, non sociale.

«Ora il passo successivo  è quello dell’installazione delle fototrappole», dice Cassol che chiede quindi aiuto ad enti interessati e Provincia per guidare e sostenere questo progetto.

La notizia della presenza della lontra è accolta abbastanza positivamente anche dai pescatori che si trovano ora un competitor in più nella loro attività. «E’ un piacevole problema», commenta Ferdinando Gant del bacino di pesca bellunese, «che dimostra della qualità ambientale dei nostri corsi d’acqua grazie anche al lavoro che abbiamo fatto anche di ripopolamento di specie ittiche. Attendiamo di capire se esistono anche altre specie in altre zone come il Piave e il Padola. Il torrente Digon dal canto suo è un corso d’acqua dove la presenza umana  è inesistente, quindi è molto naturalizzato».

Ad oggi quindi in Comelico ci sono quattro specie di mustelidi: puzzola, visone, martora e faina, e ora anche la lontra. 

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