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Sostegno a Valbelluna Servizi con un contributo di 50 mila euro

La misura decisa per far fronte alle conseguenze della pandemia, Borgo Valbelluna attende dalla Finanziaria ulteriori risorse

Dante Damin
1 minuto di lettura

Valbelluna Servizi usufruirà di un contributo straordinario di 50 mila euro per fronteggiare le conseguenze economiche causate dall’emergenza sanitaria. Deciso dalla giunta Cesa e approvato all’unanimità nell’ultimo consiglio comunale, lo stanziamento sosterrà le case di riposo di Lentiai, Mel e Trichiana, con i relativi servizi messi a disposizione degli anziani, tra i quali l’assistenza domiciliare. Nel 2022 i costi per garantire tale servizio sono stati di 255.123 euro (101.257 euro per Mel, 76.933 per Trichiana e altri 76.933 per Lentiai), all’interno dei quali rientrano le spese per il personale e degli automezzi di proprietà comunale.

«Il contributo è una misura eccezionale che si rende necessaria per far fronte alla pandemia», ha spiegato il sindaco Stefano Cesa, «che ancora oggi ha conseguenze sulla gestione dei centri servizi per l’anziano. In particolare in termini di minori entrate causate dalla chiusura forzata dei centri diurni, solo parzialmente attivi, e dalla necessità di garantire posti letto per l’isolamento dei casi Covid, nonché in termini di maggiori spese, soprattutto di personale».

Nonostante le difficoltà pandemiche, la società ha retto. «La Valbelluna Servizi nata dalla fusione per incorporazione tra la Lentiai Servizi e la Essepiuno Servizi di Mel e Trichiana, non ha mai evidenziato perdite», è stato evidenziato, «a dimostrazione della sostanziale capacità a garantire l’equilibrio di gestione. Il bilancio di esercizio è stato inoltre chiuso positivamente, a riprova del fatto che, nonostante l’emergenza sanitaria sia tuttora incorso, la società ha dimostrato una sana gestione finanziaria».

Grazie ad un utilizzo oculato delle risorse, nel 2023 la Valbelluna Servizi continuerà ad offrire ai propri dipendenti dei vantaggi economici, come riconoscimento per l’impegno e la dedizione messe in campo in quest’epoca di pandemia, la quale ha richiesto ingenti sforzi da parte del personale sanitario, dai medici agli infermieri, impegnati anche ben oltre gli orari di lavoro tradizionali per garantire la massima efficienza del servizio.

A tutto il personale turnista, con contratto Uneba, viene erogata un’indennità di turno assistenziale di 40 euro mensili, alla quale si aggiungono maggiorazioni: il servizio ordinario notturno e quello ordinario domenicale o festivo in turno viene stabilito al 30 per cento, mentre il servizio ordinario festivo notturno al 50 per cento. Il valore complessivo per un operatore turnista ammonterà a 120/140 euro al mese, cioè un aumento medio annuo di circa 1. 500 euro.

A causa degli incrementi dei costi energetici e del riscaldamento, il sindaco non ha escluso tuttavia possibili aumenti delle rette per gli ospiti delle case di riposo. «Nel 2023 si dovrà verificare l’andamento della gestione dei primi tre mesi dell’anno», ha spiegato in consiglio, «e attendere i provvedimenti della legge Finanziaria per capire se le strutture in questione potranno beneficiare di risorse, per compensare i maggiori costi dei servizi».

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