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In bici 1.250 km, poi in vetta all’Aconcagua Avventura tra amicizia sport e solidarietà

Gli amici bellunesi Aron Lazzaro, Enrico Triches e Stefano Canton in Argentina per aiutare il Gruppo Autismo Belluno

Andrea De Salvador
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Enrico Triches, Aron Lazzaro e Stefano Canton in Argentina

 

Unire amicizia, sport e solidarietà. è questa l’idea da cui nasce “Nessuna vetta è lontana”, un viaggio da Buenos Aires alla vetta del monte Aconcagua, da percorrere in 98 ore: in sella a una bicicletta per 1.250 km fino alle pendici della montagna, poi la scalata fino al raggiungimento della vetta, a 6.962 metri di altitudine.

I protagonisti di questa folle avventura sono Aron Lazzaro ed Enrico Triches, supportati dall’amico Stefano Canton, tre ragazzi bellunesi che, attraverso questo viaggio, vogliono mandare un messaggio di speranza, positività e amicizia, valori che si stanno un po’ perdendo a causa del Covid.

Una sfida non solo sportiva e personale, ma anche solidale, perché tutti i fondi che verranno raccolti in questa avventura patrocinata da Comune, Provincia e Cai di Belluno, saranno devoluti al Gab (Gruppo Autismo Belluno).

«Il progetto nasce quasi per caso», racconta Aron, «Stefano mi ha proposto quest’estate di provare a fare la Venezia–Monte Bianco in 48 ore e ce l’abbiamo fatta. A quel punto toccava a me proporre qualcosa di altrettanto folle e così mi è venuto in mente un viaggio eccezionale».

Il viaggio inizierà il 26 gennaio con la partenza per l’Argentina, ma prima di scalare l’Aconcagua i due dovranno acclimatarsi e fare dei giorni di preparazione con salite e discese a quote crescenti per abituare il fisico alle condizioni altimetriche che troveremo con la scalata vera e propria: «Pensiamo di partire in bicicletta per la sfida vera e propria intorno al 10 di febbraio, molto dipenderà anche dal meteo, perché la zona è ventosa e interessata da cambiamenti climatici repentini, questo potrebbe variare un po’ i nostri piani».

Aron ed Enrico partiranno da Buenos Aires con due gravel leggermente modificate con ruote maggiorate per ridurre il rischio di forature su un asfalto che certamente non sarà perfetto, per il resto avranno l’attrezzatura per scalare il monte come piumini e ramponi. Stefano seguirà i due sportivi con un pick up per fornire assistenza tecnica, supporto morale e aiuto con l’alimentazione nella prima fase del viaggio, poi si unirà ad Aron ed Enrico per la scalata dell’Aconcagua.

I tre avventurieri pongono l’accento sulle criticità fisiche: «Siamo allenati e ben preparati, non improvvisiamo nulla, perché la riuscita dell’impresa si basa sulla preparazione. Ma sarà difficile abituare il corpo a mangiare ogni ora per venti ore al giorno, ancora peggiore sarà la gestione del riposo, perché saremo costretti a fare dei microsonni durante le giornate. Il corpo per fare questo va ben preparato, la fase di acclimatamento che faremo in un monte vicino all’Aconcagua sarà determinante» .

Anche il presidente del Cai Belluno, Paolo Barp, sottolinea l’importanza della conoscenza e della preparazione preliminare per chi vuole andare in montagna: «E l’iniziativa “Nessuna vetta è lontana” manda messaggi positivi per i giovani e per coloro che vivono la montagna». Gli auguri ai tre arrivano anche dal presidente della Provincia Roberto Padrin: «L’unione di sport, amicizia e solidarietà non può che essere apprezzata e lodata dalle istituzioni locali che hanno il compito di sostenere e patrocinare iniziative di questo tipo».

La spedizione potrà essere seguita quotidianamente al link: www.oltreteam.it/nessuna-vetta-e-lontana.

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