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Occhialeria, «un piano triennale per formare tutto il comparto»

Milen Cesca (Femca Cisl) evidenzia le sfide che attendono il sindacato «Dobbiamo essere pronti ma anche il territorio deve fare la sua parte»

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Milen Cesca, sindacalista della Femca Cisl 

«Per affrontare le nuove sfide che vanno sotto il nome di innovazione, sostenibilità e svolta green dobbiamo essere tutti preparati. Da un lato i lavoratori, su cui sarà calata questa novità, dall’altro gli imprenditori, che dovranno governarla. Ed è per questo che il tavolo dell’occhialeria ha presentato in Regione un piano triennale di formazione rivolto esclusivamente al comparto dell’occhiale».

A pochi giorni dall’avvio della Mido, il sindacato interviene sul futuro dell’occhialeria. A parlare è Milena Cesca, segretaria della Femca Cisl Belluno.

In un’epoca di trasformazioni quali sono le novità che riguardano il settore dell’occhialeria?

«Le trasformazioni sono molto forti, a partire dai nuovi assetti della proprietà delle aziende. Molte imprese controllate da singole famiglie sono infatti di proprietà di fondi di investimento. I processi di fusione di alcune realtà hanno introdotto dinamiche nuove, sono entrate nel settore dell’occhialeria realtà nuove come Kering Eyewear e Thélios, strutturate in modo diverso rispetto alle imprese storiche. Le aziende ottengono risultati positivi, ma questo è il frutto di una forte differenziazione delle strategie messe in campo. Un altro elemento di innovazione e cambiamento è l’utilizzo, anche nei processi produttivi, della tecnologia digitale, che richiede aggiornamenti e formazione continui da parte delle imprese e dei lavoratori».

Le piccole e medie imprese che ruolo hanno? Potranno resistere ai cambiamenti?

«Le piccole imprese hanno dimostrato una grande capacità di trasformazione in questi anni. Ma quello che vedo nel futuro è la capacità di consorziarsi. Questo non significa perdere la propria identità, ma portarla all’interno di un sistema più vasto e complesso».

Il caro energia e l’aumento dei costi delle materie potranno mettere a rischio le imprese?

«La preoccupazione c’è, perché i costi sono davvero importanti e su alcune imprese impattano in modo particolare. Inoltre non siamo in grado di prevedere gli effetti della guerra. Speriamo che partano le trattative per la pace. Siamo preoccupati anche per alcuni singoli casi, in primis per la situazione di Safilo a Longarone, uno degli stabilimenti del gruppo maggiormente colpiti dai tagli previsti dal piano industriale; nonostante non sia in crisi, l’azienda ha fatto nuovamente ricorso alla cassa integrazione».

Il welfare è destinato a ricoprire sempre più rilevanza. Nei prossimi integrativi spingerete su questo?

«Il welfare ha sicuramente un valore molto importante per gli strumenti e i servizi che mette in campo. Ma per raggiungere gli obiettivi sperati non possiamo pensare che lo sforzo di governare i cambiamenti del mondo del lavoro sia sostenuto soltanto dalle aziende. È necessario che anche il territorio si attivi per mettere a disposizione servizi e tutele per i giovani, per le famiglie. Soltanto così si potrà avere il massimo risultato. Anche sul fronte dei lavoratori precari, è necessario che i centri per l’impiego si evolvano, prendendosi la briga di seguire i lavoratori in tutto il loro percorso per garantire non tanto il posto fisso, ma la garanzia di un impiego costante».

Sul fronte del welfare, adesso state trattando per il rinnovo dell’integrativo in Luxottica.

«Siamo in trattativa in un’azienda che negli anni si è internazionalizzata e dove l’eccezionale crescita di questi anni è stata merito dei dirigenti che la conducono, persone che hanno saputo affrontare con chiarezza d’intenti e d’impostazione un’enorme complessità di problemi».

Quali caratteristiche deve avere un sindacato al passo con i tempi?

«Il sindacato deve essere un soggetto autorevole, avere competenza, dev’essere soprattutto un soggetto credibile, sia verso i lavoratori sia verso l’azienda e la credibilità si costruisce con serietà, affidabilità e rispetto dei ruoli. La Femca Cisl è pronta a raccogliere questa sfida, convinta da sempre che lo spessore e la levatura degli imprenditori e dei dirigenti debba avere una controparte sindacale all’altezza del confronto».

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