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Calderoli detta la linea: «No alla concorrenza con i fondi di confine»

Il ministro chiede modifiche per un “miglior utilizzo” dei soldi. Al posto di Bond il presidente potrebbe essere lombardo

fdm
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Il presidente della Provincia, Roberto Padrin 

Per anni Belluno ha accusato Trento e Bolzano di concorrenza. Anzi, spesso di concorrenza sleale. Da qui i fondi di confine. Ma adesso l’indice lo punta Trento. Anzi, addirittura il ministro degli Affari Regionali, Roberto Calderoli. Che ieri, al Borghetto di Avio, a margine di un incontro sull’autonomia, è stato esplicito rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla “concorrenza dei Comuni trentini”: «Quel fondo l’ho sottoscritto con il federalismo fiscale», ha risposto Calderoli, con riferimento al Fondo dei Comuni di confine, «sono ancora oggi convinto e credo che un adeguamento delle modalità di utilizzo sia un’opera di aggiornamento necessaria. Appena nominerò il presidente - mio delegato alla presidenza dell’Odi - avrà il mandato del miglior utilizzo di quelle risorse che devono andare a vantaggio si dei Comuni confinanti ma che non devono tradursi in concorrenza sleale rispetto ai Comuni contigui».

Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, non ha voluto aggiungere altro, Neppure Arno Kompatscher. A Trento si è in campagna elettorale e proprio in questa prospettiva va letta la dichiarazione del ministro, a sentire Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, che non nasconde la sua sorpresa: «I nostri Comuni concorrenti di quelli trentini attigui? Ma dove? Ma come? I rapporti fra Belluno e Trento, nonché Bolzano, sono ottimi, per cui mi sorprendono questi rilievi. Eventuali fibrillazioni elettorali ci stanno, ma non devono diventare un problema»,

Piuttosto Padrin dice di attendere dal ministro Calderoli la nomina del nuovo presidente: «Al vertice del Fondo abbiamo avuto Paolo Saviane, Roger De Menech, Dario Bond, tre ottime esperienze di coordinamento e di condivisione. Il Bellunese, a mio parere, merita una quarta opportunità».

È invece probabile che questa volta a sostituire Bond ci sarà un lombardo, di fiducia di Calderoli. E, per la verità, Fugatti non è stato tenero, nei giorni scorsi, con i bellunesi ed il Veneto in tema di risorse idriche: «Al di là delle schermaglie, la verità è», conclude Padrin, «che la lealtà è reciproca». 

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