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Anziani in salute e a casa loro: Cariverona finanzia tre progetti in provincia di Belluno

Pronti 480 mila euro, Sersa lavorerà sulla prevenzione degli incidenti domestici. Borgo Valbelluna lancia le “sentinelle” del territorio, Sedico l’infermiere di famiglia

Alessia Forzin
2 minuti di lettura
Tre progetti con un unico obiettivo: aiutare gli anziani con cure e assistenza a domicilio 

Tendere la mano agli anziani che vivono a casa, supportandoli con servizi innovativi per vincere l’isolamento e garantire loro prevenzione e qualità di vita. Si muovono lungo questi binari i progetti per la domiciliarità integrata finanziati dalla Fondazione Cariverona con 2,8 milioni di euro nei territori di riferimento. 480 mila euro sono destinati alla provincia di Belluno.

Secondo il rapporto dell’associazione Italia Longeva, infatti, il 17% degli over 60 bellunesi vive una condizione di fragilità moderata o severa, con un impatto rilevante sul sistema sanitario. Ecco quindi che diventa importante elaborare progetti che vanno dalla prevenzione delle cadute in casa (prima fonte di infortunio per gli anziani) alla socializzazione, dall’infermiere di comunità alla centrale operativa all’interno della quale opereranno più figure professionali, che seguiranno gli anziani al loro domicilio per permettere loro di continuare a vivere a casa.

Sedico: l’infermiere di comunità

Il Comune di Sedico ha ottenuto 170 mila euro, cifra che permetterà di introdurre la figura dell’Infermiere di Famiglia o di Comunità (IFoC). L’obiettivo è garantire continuità assistenziale fornendo un punto di riferimento chiaro alla persona fragile, al suo caregiver e alla sua famiglia. L’iniziativa si fonda sulla collaborazione del Comune (attraverso la sua azienda speciale Sedico Servizi), dell’Ulss 1 e della Cooperativa Itaca.

L’Infermiere di comunità a livello ambulatoriale erogherà cure semplici e a bassa complessità svolgendo una funzione di prevenzione e promozione della salute. Sul piano domiciliare fornirà cure a bassa complessità, garantendo la continuità assistenziale attraverso l’attivazione della rete territoriale. A livello sociale farà da connettore, attivatore e coordinatore della rete assistenziale. Sarà inoltre istituita una Cabina di Regia (multiprofessionale, a compagine mista pubblico-privato sociale), presieduta dal Responsabile dell’Azienda Speciale Sedico Servizi per indirizzare, promuovere e coordinare gli interventi.

Nel piano saranno coinvolti i medici di base. Il progetto durerà tre anni.

Sersa: più sicurezza in casa

Punta invece alla prevenzione degli infortuni domestici il progetto “Sicuri e a lungo in casa propria”, elaborato da Sersa e che coinvolge i Comuni di Belluno, Longarone, Limana e Ponte nelle Alpi. «Vogliamo arrivare nelle case degli anziani e valutare il grado di rischio dell’abitazione», spiega l’assessore al sociale di Belluno, Marco Dal Pont. «Molto spesso è sufficiente togliere un tappeto, installare un corrimano su una scala o disporre in modo diverso i mobili per non rischiare di farsi male. Una caduta può avere conseguenze serie per una persona fragile».

Un team composto da un tecnico della prevenzione negli ambienti, un fisioterapista, un terapista occupazionale e un assistente sociale contatterà gli anziani (60 all’anno per un triennio), poi i professionisti andranno nelle case per valutare le misure di prevenzione necessarie per evitare incidenti domestici. Cariverona mette a disposizione 170 mila euro.

Borgo Valbelluna e le “sentinelle”

“Il filo di casa in casa” è infine il progetto messo a punto da Valbelluna servizi e dal Comune di Borgo Valbelluna, finanziato con 140 mila euro. L’obiettivo è costituire una Centrale Operativa all’interno della quale opereranno più figure professionali (assistente sociale, infermiere, Oss, tecnico manutentore, fisioterapista, psicologo, ecc.) in grado di sostenere e favorire la permanenza di anziani, fragili e non autosufficienti nel loro domicilio. Ci sarà uno spazio all’interno dell’ex municipio di Lentiai a disposizione dei professionisti.

Il progetto inizierà con la presa in carico di nove utenti, tre per ciascun ex comune, con l’obiettivo di aumentare il bacino nel corso degli anni. La Centrale operativa sarà attiva sei giorni su sette, anche nei giorni festivi, con un numero di telefono dedicato.

Nel progetto ci sono anche le “Sentinelle della porta accanto”: associazioni di volontariato e cittadini saranno coinvolti (e adeguatamente formati) per creare una rete di prossimità e essere di aiuto ai professionisti della Centrale operativa.

Inoltre, saranno creati momenti di socializzazione e aggregazione per anziani e persone fragili, nei parchi, nei luoghi di ritrovo e sedi di associazioni. Si prevedono attività come lo yoga, la ginnastica di gruppo, le passeggiate, corsi di cucina e maglia. Infine, saranno previsti momenti di consulenza e formazione ai familiari per l’utilizzo di ausili, dei servizi, le buone prassi per approcciarsi alle persone affette da demenza.

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