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Spariti i soldi delle bollette: denunciato ex amministratore condominiale a Borgo Piave

Ventisei famiglie rimaste senza riscaldamento a Borgo Piave, amministratore di condominio querelato per appropriazione indebita

pda
1 minuto di lettura

Contatori del gas

 

Ventisei famiglie senza riscaldamento e senza acqua calda da tre settimane. Succede a Borgo Piave. Ora scatta la querela contro l’ex amministratore condominiale per appropriazione indebita. L’uomo è accusato di non aver pagato al gestore del gas almeno 30 mila euro di fatture.

Il problema è scoppiato quasi un mese fa, quando i residenti nelle palazzine ai civici 39 e 41 di via Caduti ponte San Felice a Borgo Piave si sono trovati con i contatori del gas staccati e il conseguente blocco dell’impianto di riscaldamento. Le due palazzine sono composte in tutto da 26 alloggi: 15 di proprietà Ater 11 di privati.

Quando i condomini si sono mossi per capire il motivo di questa situazione hanno scoperto che alcune bollette del gas non erano state pagate al gestore, che ha così provveduto a sospendere l’erogazione della materia prima.

Da quest’anno le due strutture sono gestite da un nuovo amministratore condominiale, che ha sostituito il collega oggetto della denuncia. Non è andato a buon fine, invece, il cambio di gestore del gas: la domanda effettuata dai condomini, infatti, è stata respinta a causa proprio della situazione debitoria pregressa.

Della vicenda è stata informata anche l’Ater di Belluno, che si è messa subito in contatto con il nuovo amministratore condominiale per capire come risolvere la situazione. L’amministratore ha lamentato di non riuscire a parlare con il suo predecessore e di non essere in possesso della documentazione necessaria a portare avanti la propria attività amministrativa. La documentazione è fondamentale anche per capire gli eventuali debiti in capo a inquilini e proprietari.

Vista la situazione, dopo vari tentativi andati a vuoto, l’amministratore ha deciso di presentare una querela nei confronti di chi lo precedeva in questa attività per appropriazione indebita e per altre eventuali ipotesi di reato che potrebbero configurarsi nella sua condotta.

Nel frattempo, però, per ripristinare l’erogazione del gas, il gestore ha chiesto 30mila euro. «Siamo stati informati di questa situazione», precisa il direttore generale dell’Ater, Alberto Pinto, «noi abbiamo subito consigliato all’amministratore di convocare un’assemblea urgente per decidere tutti insieme di pagare la somma così da riavviare l’erogazione del gas. Immaginiamo il disagio dei condomini rimasti senza riscaldamento e senza acqua calda». «Prima verrà convocata l’assemblea», conclude il direttore generale dell’Ater, «prima potremo capire anche come muoverci. Proprio per la mancanza della documentazione, infatti, non sappiamo se i 30 mila euro sono la somma completa che non è stata pagata finora o se è quella necessaria per riavviare il servizio del gas».

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