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Costi troppo alti per i plateatici a Belluno. Baristi increduli: «Si uccide la città»

Il vice presidente Fipe Massimo Barel si dice amareggiato: «La giunta rifletta: sono a rischio tanti posti di lavoro»

Paola Dall'Anese
2 minuti di lettura

Sedie già accatastate alla gelateria Delizia in piazza Vittorio Emanuele per decisione dell’amministrazione comunale

 

Monta il malumore e la protesta tra i gestori dei pubblici esercizi del centro di Belluno dopo la decisione dell’amministrazione De Pellegrin di tornare al regime pre-Covid per quel che riguarda i plateatici. Da sabato, quindi, via le agevolazioni per coloro che posizionano tavoli e sedie all’esterno dei locali e ritorno al regolamento che prevede il pagamento della Tosap in base alla metratura occupata: si parla di 2,70 euro al giorno per metro quadrato occupato.

I titolari dei bar non ci stanno a quello che si preannuncia come un salasso per attività che, dopo la batosta della pandemia, sono ripartite con grande difficoltà. Ma ridurre i tavolini all’esterno dei locali ha anche un altro contraccolpo sull’economia bellunese, visto che i baristi saranno costretti a ridurre il personale.

«Già l’anno scorso», sottolineano gli esercenti, «eravamo tornati a pagare i plateatici, seppur in maniera ridotta. Non erano gratuiti come ha detto l’assessore. Tutt’altro. Ma ora la situazione rischia di scoppiare», dice arrabbiato il vice presidente della Fipe bellunese e membro della Consulta Ascom, Massimo Barel, gestore della caffetteria Goppion di piazza dei Martiri.

Scelta non condivisa

«Sono amareggiato», precisa Barel, «per una scelta che non è stata condivisa». Un mese fa – racconta – durante una riunione della Consulta Ascom esponenti della giunta comunale avevano prospettato la possibile rivisitazione dei plateatici, garantendo comunque la condivisione delle scelte. «E invece non è stato così», ribadisce il vicepresidente Fipe, «credevo che il Comune ci avrebbe dato una proroga per continuare a tenere questi spazi a prezzi agevolati in attesa, come succede in Emilia Romagna, di definire un nuovo regolamento e soprattutto nuove tariffe». «L’assessore Gamba ha convocato singolarmente ciascun titolare di pubblici esercizi, forse perchè è meglio il “divide et impera”, comunicando che dal primo aprile la musica sarebbe cambiata».

Ed è qui che scatta la contraddizione per i gestori dei bar: «Si parla di Belluno città accogliente, ma ora, non essendoci più tavoli all’aperto, i turisti se ne andranno con l’amaro in bocca e non faranno acquisti in centro. Come è possibile tutto questo durante il periodo estivo?», si chiede Barel.

Il gelatiere insorge

È incredulo e arrabbiato anche Giuseppe Gioco, titolare della gelateria Delizia e del bar Etna. «Noi in piazza Vittorio Emanuele abbiamo occupato uno spazio di 32 metri quadri in più per il Covid e l’anno scorso abbiamo speso 650 euro».

Ora il Comune potrebbe chiedere al titolare la bellezza di 86 euro al giorno: «Una somma altissima, che in pochi possono permettersi. Ma senza questi 30 posti all’esterno, la gente dove si fermerà a mangiare un gelato o a bere un caffè? Stiamo parlando di un centro storico, qui non c’è passaggio di auto: se gli spazi per sedersi non ci sono in centro, dove dobbiamo farli?», sottolinea contrariato Gioco che annota: «A mio parere il Comune non sta facendo l’interesse della città, sta scontentando tutti. Perché non continuare con la tariffa ridotta come nel 2022 almeno fino a settembre. Nel frattempo chi di dovere può studiare il nuovo regolamento». Il titolare della gelateria parla di decisione «ingiusta» e si augura che l’Ascom su questa vicenda prenda posizione presto.

Contrariato anche il titolare dell’enoteca Mazzini, Giovanni Zubiolo: «Avevo già ordinato quattro tavolini e una ventina di sedie in ceramica per creare un angolo stile provenzale lungo la via, occupando due stalli per il carico e scarico. Ho dovuto bloccare tutto: peccato, sarebbe venuto un angolo decisamente carino. Mi sarebbe anche costato un po’, ma la città ne avrebbe guadagnato». Dopo il Covid – secondo Zubiolo – la gente vuole stare di più all’aria aperta, «un aspetto che dovrebbe essere tenuto in considerazione dalla giunta comunale. Per questi 10 metri quadrati di plateatico nel 2022 ho pagato 700 euro. Sabato, però, sarò costretto a togliere tutto».

Il taglio del personale

Ma tagliare i tavolini esterni significa ridurre il personale. «Senza i 15 metri quadrati in più, che mi costavano 700 euro all’anno, dovrò tagliare 5 dei miei 9 dipendenti. L’amministrazione comunale, forse, non si è resa conto di questo fattore. Quando ho fatto presente questi problemi, mi è stato risposto che avrei potevo cambiare locale in modo da evitare queste spese. Ma qui non è questione di guadagno, noi vogliamo bene alla città e vorremmo rilanciarla. Il centro dovrebbe essere il fulcro di un paese. Almeno al sabato chiederò il permesso di tenere i tavolini, ma prima guarderò bene le previsioni del tempo».

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