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Belluno, giro di vite sull’acqua: pronto il piano dei divieti dagli orti alle fabbriche

Il Consiglio di bacino ha preparato un’ordinanza tipo con le misure restrittive. Gsp invierà il bollettino settimanale sulle riserve idriche, tre scaglioni di interventi

Alessia Forzin
Aggiornato alle 3 minuti di lettura

È un semaforo a cui manca il verde. La situazione è troppo critica, sul fronte della siccità, per avere un colore rassicurante. Oggi la provincia si trova in zona gialla, che corrisponde allo stato di attenzione. Ma a maggio rischia di entrare in zona arancione, che significa preallarme. E se continuerà a non piovere, si rischia la zona rossa, che richiama alla memoria le peggiori restrizioni: stato di allarme, con divieto di utilizzo dell’acqua potabile per tutto ciò che non sia bere, mangiare o lavarsi.

Il sistema a colori, che i cittadini hanno imparato a conoscere quando si sono trovati ad affrontare un’emergenza (da Vaia al Covid), sarà utilizzato anche per affrontare l’emergenza idrica. Tre le fasce di rischio: gialla, arancione e rossa. Con il rosso scuro che significa allarme ancora più grave. In ogni fascia ci sono usi consentiti dell’acqua e altri che non lo saranno. I cittadini sapranno quanto è grave la situazione grazie alle ordinanze che saranno emesse dai sindaci. Quest’anno, per la prima volta, ci sarà un documento tipo, che il Consiglio di bacino ha elaborato e che sottoporrà all’approvazione dei sindaci nell’assemblea del 13 aprile.

Ordinanza tipo per tutti

Il presidente di Bim Gsp era stato il primo ad auspicare una gestione unitaria dell’emergenza idrica, per evitare confusione ai cittadini. «L’ordinanza contiene misure condivise: allo stato di attenzione corrispondono alcune misure, che diventano più restrittive con il peggiorare della situazione», spiega il presidente del CdB, Camillo De Pellegrin. «È necessaria una linea comune, sempre fermo restando che i sindaci sono liberi di emettere ordinanze differenti». Ma anche la Regione ha sollecitato in una riunione recente una linea comune nelle ordinanze e nelle misure da attuare.

Bollettini e ordinanze

Come funzionerà il sistema? Gsp invierà ogni settimana ai Comuni il bollettino della crisi idrica, nel quale evidenzierà in quale stato ci si trovi. Può capitare che un comune molto vasto sia servito da più acquedotti e serbatoi, e quindi il bollettino può essere differenziato in base alle zone. In base al bollettino, i sindaci emetteranno l’ordinanza.

Timori per la primavera

«In questo momento siamo in fase di attenzione, ma sappiamo che la situazione peggiorerà perché in questo momento le risorse idriche dovrebbero essere copiose, dallo scioglimento della neve. Se non pioverà, sarà un guaio», dice De Pellegrin. Aprile passerà abbastanza tranquillo, a maggio si rischia la zona arancione.

Ecco, nel dettaglio, le misure che saranno adottate nelle varie fasce.

In casa

Vietato sempre lasciar scorrere l’acqua, tranne se viene accumulata per usi igienico sanitari o per innaffiare le piante.

Fontane e giochi d’acqua

È sempre vietato lasciare aperta l’acqua delle fontane, anche nei giardini, nei parchi pubblici e nei cimiteri. L’acqua può essere attinta solo per bere, in modica quantità. È sempre vietato giocare con l’acqua, ad esempio divertirsi con i gavettoni o le pistole ad acqua.

Piscine

Con lo stato di attenzione è vietato riempire e cambiare l’acqua nelle piscine private; con lo stato di preallarme, colore arancio, si vieta di riempire e cambiare d’acqua anche nelle piscine pubbliche e in quelle degli alberghi; con lo stato di allarme nessuna deroga.

Aiuole, prati, campi sportivi

Con lo stato di attenzione è vietato irrigare aree verdi, aiuole e prati, campi sportivi (da calcio, tennis, golf…), pubblici e privati fra le 6 e le 22. In orario notturno (22-6) è possibile ma solo per venti minuti. È sempre ammessa l’irrigazione con approvvigionamento autonomo o se si usa l’acqua piovana e/o di riciclo (questo ragionamento vale sempre, anche nei divieti successivi). Con lo stato di preallarme e allarme è vietata l’irrigazione tutto il giorno.

Orti

Stato di attenzione: si annaffia l’orto con modalità a scorrimento dalle 6 alle 22; a goccia (manuale) tutto il giorno ma per 20 minuti. Sempre ammessa l’irrigazione con acqua piovana o di riciclo. Preallarme: vietata la modalità scorrimento per tutto il giorno, a mano dalle 6 alle 22 (poi solo per 20 minuti). Dallo stato di allarme l’orto non si annaffia più.

Lavaggio auto, strade, piazze

Nello stato di attenzione vietato lavare la macchina dalle 6 alle 22, tranne negli autolavaggi; nel preallarme il divieto vale per tutta la giornata e la notte; con lo stato di allarme nessuna deroga, chiusi gli autolavaggi anche se dotati di ricircolo. Lavare strade, piazze e manufatti è sempre vietato, tranne per documentata necessità di igiene pubblica.

Edilizia

Con lo stato di attenzione non si può usare l’acqua potabile di acquedotto per malte, cementi, calcestruzzi, pitture e trattamenti falle 6 alle 22. Se si entra in area arancione o rossa vietato per tutte le 24 ore.

Aziende

Preallarme: vietato usare l’acqua per usi produttivi per tutte le 24 ore. Dallo stato di allarme in poi, arriva anche la possibilità di disalimentazione selettiva da parte del gestore per garantire resti l’acqua per bere e per l’igiene personale.

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