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Le scuole primarie perdono venti classi. Ma il personale scolastico è confermato

L’analisi della segretaria di Cisl Scuola, Lorella Benvegnù: l’aumento delle ore di educazione fisica rimescola le carte

Paola Dall’Anese
2 minuti di lettura
Il calo demografico colpisce la scuola bellunese 

Il calo demografico in provincia fa sentire i suoi effetti anche nella scuola. Sono 20 le classi solo della primaria che salteranno dal prossimo anno scolastico. La perdita dell’8,3% di iscritti al primo anno delle elementari comporta quindi una riduzione di studenti con conseguente perdita in media di una classe per ciascun istituto comprensivo (sono 21 in provincia gli Ic) che dovrebbero passare da 432 a poco più di 400. .

Calo demografico e calo classi

A dirlo è la segretaria della Cisl Scuola, Lorella Benvegnù che fa notare come «questo è il conteggio attuale delle classi in base ai numeri di studenti che abbiamo ad oggi, ma non è detto che il numero possa cambiare prima dell’inizio della scuola.

Comunque, dalle prime indiscrezioni, sappiamo anche che gli organici scolastici il prossimo anno saranno gli stessi di quello in corso. Si tratta di un dato positivo considerando che il numero degli alunni è diminuito.

Però», precisa la sindacalista, «attenzione perché da settembre le due ore di educazione fisica interesseranno non soltanto le classi quinte come succede ora, ma anche le quarte. Un elemento che comporterà, è indubbio, uno stravolgimento della vita dei genitori ma anche della scuola che deve incastrare queste ore nel piano dell’offerta formativa.

Si tratta», precisa ancora la sindacalista, «di docenti che non arrivano dalle scuole primarie, ma dalle medie e che quindi non sono nell’organico di questo ordine di scuola, ma vanno inseriti in più. E questo andrà a scapito dell’organico delle elementari».

Fusione Calvi e Dolomieu

Benvegnù evidenzia inoltre come si sta portando avanti anche la fusione tra gli istituti Calvi e Dolomieu. «Visti i passaggi che sono necessari a questo scopo, potrebbe succedere che la fusione non avvenga già dal prossimo settembre. D’altra parte l’alberghiero di Longarone da anni è sottodimensionato.

Quello di riunire le due scuole superiori è sicuramente una scelta che va nella direzione di ottimizzare anche il personale a disposizione».

Ma su questo aspetto la segretaria della Cisl Scuola ci tiene a precisare che «questa fusione non deve essere la scusa per tagliare il personale docente, ma anche ausiliario e amministrativo.

Razionalizzare la rete scolastica, che rientra tra gli obiettivi anche del Pnrr, non deve significare tagliare sempre in provincia di Belluno, per questo la razionalizzazione coinvolge l’intera regione». Anzi, per la segretaria della Cisl il calo delle nascite deve rendere ancora più incisiva la riforma dando origine a classi con alunni e insegnanti presenti in numero adeguato».

E poi sulla fusione dei due istituti superiori Benvegnù auspica che si faccia non per risparmiare quindi sul personale. Le fusioni dei Comuni non comportano meno risorse, anzi, il contrario, per cui chiedo che lo stesso principio valga anche per la scuola. Lo Stato, anzi, dovrebbe dare degli incentivi. I due istituti, che rientrano già nelle scuole di fascia complessa, insieme arriveranno ad un migliaio di studenti, il cui vero problemi però è la distanza l’uno dall’altra.

Aumentare il servizio orientamento

Ma c’è un altro tema che sta a cuore a Lorella Benvegnù, ed è quello dell’orientamento. Sempre più spesso i dirigenti scolastici, infatti, evidenziano che molti ragazzi arrivano alle superiori senza avere idea di quello che li aspetta e in barba alle indicazioni venute dal collegio docenti per poi abbandonare la scuola. Importante diventa l’orientamento.

«Ad oggi», conclude Benvegnù, «tramite i fondi del Pnrr si lavora sull’orientamento universitario: ci sarà un docente tutor che seguirà un paio di classi e uno orientatore che servirà per tutta la scuola. Noi chiediamo che l’orientamento parta dalle medie per scongiurare la dispersione scolastica».

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