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Trenta stranieri nel convento di Lamon, a Sovramonte “spariti” gli eritrei

Ultime verifiche nell’edificio delle suore che il mese prossimo accoglierà gli stranieri

l.m. - r.c.
2 minuti di lettura

Spariti i due rifugiati eritrei che erano ospitati a Sovramonte, prontamente sostituiti dalla Prefettura di Belluno con due cingalesi che sembrano essersi ben ambientati in paese e Centro di accoglienza stranieri prossimo all’apertura a Lamon, in quel convento delle Suore di Maria Bambina, lasciato l’anno scorso dalle religiose e che ha già tutto ciò che serve per ospitare delle persone. Dunque si delinea la strategia di collocamento degli stranieri sul territorio, compreso quello del Feltrino occidentale.

Tutto pronto a Lamon

La decisione ha scavalcato il Comune e l’amministrazione comunale visto che il contratto già siglato tra lo stesso ordine religioso con sede e a Milano e una cooperativa è tra privati e vede il sindaco come persona informata in quanto primo responsabile della salute pubblica e della sicurezza del paese. Molto probabile che il tema venga trattato domani nel consiglio comunale dove si annuncia un confronto serrato anche sulla questione della tariffa rifiuti.

Dopo i sopralluoghi eseguiti ancora alcune settimane fa, con il sostanziale via libera anche dei vigili del fuoco e dell’Ulss Dolomiti che hanno verificato come il convento abbia tutte le caratteristiche per ospitare i rifugiati in modo adeguato, nei giorni scorsi le religiose sono venute a recuperare del materiale da trasferire nelle altre sedi dell’Ordine a Bassano del Grappa e Crespano. Con loro un responsabile della cooperativa, che a sua volta ha valutato se e cosa serva per arredare al meglio le stanze che ospiteranno i rifugiati.

Si ipotizza che alloggeranno tra le venti e le trenta persone e se non ci saranno intoppi il mese di giugno sarà quello della sistemazione. Non dovrebbero essere rifugiati provenienti dall’Africa, ma solo gli accordi definitivi permetteranno di conoscere la loro nazionalità. L’idraulico e l’elettricista che curavano la manutenzione quando le suore erano presenti con il loro asilo, sono tornati per verificare se l’impianto elettrico e quello che fornisce l’acqua calda sono in ordine e funzionanti. Insomma, nel convento è tutto a posto.

Mistero a Sovramonte

I migranti assegnati a Sovramonte il 3 maggio e accolti da quella data nell’appartamento Ater rimasto sfitto – il secondo è stato “blindato” per eventuali emergenze in paese – sono stati inizialmente 4, tutti di origine eritrea. Nel giro di tre giorni sono spariti. «Abbiamo trovato le chiavi sulla tavola, le luci accese, nessuna comunicazione e i giovani volatilizzati», spiega il vicesindaco Maurizio Campigotto. «Di questo abbiamo informato la Prefettura. È capitato anche a noi, insomma, di dover fare i conti con fenomeni come questo che succedono. Subito dopo ci sono stati assegnati due bravissimi giovani del Bangladesh, sono educati, rispettosi e ci ringraziano per l’accoglienza. In paese ci siamo affezionati e fra volontari ci prestiamo ai loro bisogni. Se anche viene fatto il Cas a Lamon e dovesse porsi il problema del trasferimento, abbiamo già comunicato che questi due ragazzi resteranno da noi».

Per gli ospiti stranieri, affidati alla Coop 19 per le esigenze quotidiane, è stata fatta una convenzione con il negozio di alimentari Reato di Sorriva per cibo e prodotti per la pulizia e l’igiene personale. Il Comune garantisce inoltre assistenza generica alla persona compresa la mediazione linguistica e culturale, assistenza sociale e psicologica, assistenza sanitaria, l’informazione.

I giovani sono stati dotati di telefono e scheda sim, mentre per il trasporto ai servizi come Ulss o Questura, c’è l’accordo con l’associazione Auser di Sovramonte. Ma tante volte si prestano gli stessi paesani con auto propria. Per il primo orientamento e l’assistenza alla eventuale formalizzazione della richiesta di protezione internazionale, l’amministrazione si appoggia alla cooperativa Dumia di Feltre.l.m. - r.c.

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