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Ulss Belluno, 20 milioni di euro dal Pnrr per servizi sanitari vicini al cittadino

Presentato il piano degli interventi da realizzare nel territorio per rafforzare ospedali e attrezzature ospedaliere

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Da sinistra l'ingegner Stefano Lazzari e il commissario dell'Ulss 1 Dolomiti, Giuseppe Dal Ben

 

Venti milioni di euro: a tanto ammonta la somma finanziata dal Pnrr per i diversi cantieri dell’Ulss 1 Dolomiti. Di questi, 16 milioni andranno per realizzare Ospedali e Case di comunità e le due centrali operative territoriali, mentre i restanti quattro saranno spesi per l’acquisto di nuove attrezzature sanitarie.

I lavori

Tredici milioni e 750 mila euro andranno per la realizzazione delle Case di Comunità, vale a dire strutture in cui opererà un team multidisciplinare composto da medici di famiglia, medici specialisti, infermieri di comunità, e anche assistenti sociali. E per la precisione 5,5 milioni serviranno per quella di Belluno che sorgerà nell’area di san Gervasio, 2,5 milioni per la Casa di Agordo, 1,75 milioni per quella di Pieve di Cadore e 4 milioni per quella di Feltre.

Per quanto riguarda gli Ospedali di comunità invece saranno investiti 50 mila euro per quello di Agordo, 450 mila per quello di Auronzo e 1,5 milioni per quello di Feltre.

Per la realizzazione delle Centrali operative territoriali di Belluno e Feltre, trait d’union tra il territorio e l’ospedale, saranno investiti rispettivamente 331 mila euro e 20 mila euro.

«Si interverrà su strutture già esistenti e rientranti nel patrimonio dell’Ulss», precisa il commissario Giuseppe Dal Ben che evidenzia come gli uffici tecnici abbiano lavorato bene «tanto da avere precorso i tempi fissati dal Pnrr per progetti e appalti».

Le apparecchiature

Sul fronte delle apparecchiature sanitarie, saranno acquistate una risonanza magnetica, una Gamma camera e tre macchinari di radiologia per l’ospedale di Belluno, e della strumentazione radiologica per la struttura ospedaliera di Pieve di Cadore.

Molti anche gli interventi in corso finanziati con altri fondi diversi dal Pnrr: si va dalla sala ibrida del San Martino agli interventi per la sistemazione antisismica sempre a Belluno, dalla camera calda del nosocomio di Agordo al rifacimento delle cabine elettriche dell’ospedale hub.

Il commento

«Sicuramente grazie ai fondi del Pnrr», conclude Dal Ben, «possiamo ottenere una boccata di ossigeno per dare corso a vari interventi importanti per portare sempre di più i servizi vicini al cittadino, per ottenere dei servizi di prossimità».

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