Bim Gsp, il cda vuole più entrate da tariffa Ancora niente piano

Si parla di un aumento del 30% ma il risanamento è lontano Nominato il direttore, mentre Franco Roccon diffida l’Ato

BELLUNO

Pochissimi incontri, ancora nessun piano industriale di risanamento e un’ipotesi di aumento della tariffa di circa il 30%, ben oltre la soglia massima del 5% consentita dalla legge e già attivata. Non sono buone le pochissime notizie che si riescono a raccogliere sulla situazione di Bim Gsp.

Gli ultimi aggiornamenti riguardavano il cambio ai vertici della spa dell’acqua, dove gli amministratori sindaci sono stati sostituiti da tre tecnici (stipendiati): Mario Leonardi presidente, Rudy De Battista e Gildo Salton consiglieri. Quest’ultimo è l’unico ad aver prodotto notizie recenti, come quella riportata ieri dalla Tribuna di Trevisto. Salton ha chiesto all’azienda che ha presieduto fino alla primavera 2011, Ascopiave, una liquidazione di 840 mila euro, soldi che Ascopiave non intende versargli, ipotizzando anzi illeciti penali da parte di Salton, o almeno così sta scritto nella memoria depositata l’altra mattina in tribunale a Treviso e con la quale la spa ha fatto opposizione al decreto ingiuntivo di pagamento presentato a novembre da Salton.

Tornando a Bim Gsp, l’ultimo incontro con l’Ato risale a circa due settimane fa. Al momento il cda non ha ancora prodotto il piano di riduzione dei costi, nè il progetto di risanamento aziendale indispensabile a coprire gli 80 milioni di euro di debiti, nè una proposta di modifica della forma societaria, per trasformarla da società di diritto privato a società di diritto pubblico, dunque trasparente e accessibile.

C’è un’analisi della struttura non ancora completa ed è stato trovato un direttore tecnico, a lungo sollecitato da dipendenti e sindaci. Si tratta di un ingegnere già presente in azienda, Sergio Dalvit.

Poi c’è la richiesta di aumentare le tariffe, che sono già state “adeguate” del 5% ogni anno da qui ai prossimi 15 anni. L’aumento ipotizzato sarebbe attorno al 30%, incompatibile con la norma in vigore, ma forse una consulenza sarà utile a trovare la scappatoia.

A inizio febbraio il cda ha incontrato anche i sindaci e in quella sede si è deciso di verificare se è possibile aumentare il contributo del Consorzio Bim, che aveva già deliberato un sostegno diluito in dieci anni. Nel frattempo qualche sindaco scalpita, come Franco Roccon, ex presidente di Bim Gsp. «Ho presentato all’assemblea del Cadore una diffida rivolta all’Ato, affinché intervenga al più presto per mantenere l’equilibrio finanziario di Bim Gsp. E’ mio dovere tutelare la quota del Comune di Castellavazzo da eventuali fallimenti o da richieste di aumenti di capitale o svalutazioni».

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