Milan: «Uscire dall’equivoco non è agenzia di promozione»

BELLUNO. «La Fondazione Dolomiti Unesco è pienamente operativa, ma non può fare da agenzia di promozione turistica». Emanuela Milan, subcommissario della Provincia e presidente in carica, risponde...

BELLUNO. «La Fondazione Dolomiti Unesco è pienamente operativa, ma non può fare da agenzia di promozione turistica». Emanuela Milan, subcommissario della Provincia e presidente in carica, risponde agli operatori bellunesi che lamentano l’inerzia della Fondazione stessa, definendola “inutile”. «Questo tipo di critiche non emerge per la prima volta», sottolinea la Milan ripensando al difficile approccio dei bellunesi con il sigillo Unesco sulle Dolomiti, «ma c’è un equivoco di fondo da sciogliere per poter aprire la collaborazione tra le parti: quello che la Fondazione sia un soggetto che elargisce un budget. Non è così, la missione è ben altra».

La presidente Milan ricorda il lavoro fatto in questi tre anni: «La Fondazione si è data una struttura, che è complessa per la natura del bene e sta facendo scuola in casa Unesco per i siti seriali. Sono state create le reti funzionali operative e ci si è concentrati sugli obiettivi fondamentali: valorizzazione del bene, preservazione e comunicazione. Le attività promozionali non mancano, con il tempo tutti se ne potranno avvantaggiare». Per il momento, i più pronti a sfruttare il marchio Unesco sono stati altri: i vicini di Trento e Bolzano che non si lasciano sfuggire nessuna occasione. Si vede anche dal prospetto dei soci sostenitori, un gruppo sempre più folto ma dove spicca l’esigua rappresentanza bellunese: solo otto soggetti su 69 e la Milan sollecita prima di tutto i Comuni, ma anche realtà private (come ha fatto l’associazione albergatori del Trentino). La settimana scorsa, a Cortina, si è riunito il Collegio dei sostenitori e dei soci fondatori con la presentazione del bilancio 2012 (con entrate per poco meno di 790 mila euro) e in quella sede sono state presentate alcune iniziative.

«Stiamo rifacendo il sito internet, affinché sia più ricco e utile alla diffusione del bene. Poi ci saranno attività di formazione nelle scuole: «Si opera su più fronti: pianificazione, elaborazione, studio e ricerca con una grande serietà scientifica e di cooperazione. Ci sono anche progetti particolari finanziati dallo Stato e tutto questo lavoro sarà patrimonio di ogni territorio».

Ma senza pretendere di più: «Se si chiede alla Fondazione di fare promozione turistica si va fuori tema, non è quello il suo ruolo. Non voglio fare polemica», precisa la presidente Milan, «la Fondazione è una struttura aperta e con volontà di dialogo diretto con il territorio, ma ognuno deve fare il suo». Infine è stato approvato il regolamento per l’uso del marchio: tutti i loghi creati per i diversi soggetti interessati sono disponibili nel sito e la Fondazione incoraggia ad usarli.

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