Dellai: «Abolire la Provincia? È una decisione scellerata»

Il presidente del Trentino è intervenuto in uno dei convegni conclusivi di Expo Dolomiti Unesco E agli ambientalisti ha detto: «In passato abbiamo compiuto degli errori, cercheremo di non farli più»

LONGARONE. «La scelta del Governo di abolire la Provincia di Belluno è stata scellerata. E va recuperata politicamente».

Il Lorenzo Dellai che non ti aspetti. E che si fa applaudire non solo da un Oscar De Bona, presidente di Longarone Fiere, ma anche da uno degli ambientalisti più puri e più duri, Luigi Casanova, portavoce di Cipra. Secondo il gran capo della Provincia di Trento, intervenuto ieri ad un convegno dell’Expo Dolomiti, che ha fatto record di presenze, poco meno di 20 mila, “sbaglia”, dunque Monti a sopprimere la provincia di Belluno e ad omologarla a quella di Treviso. Per Dellai, infatti, perché le terre di montagna vanno mantenute nelle loro identità, anche nelle loro diverse specificità, e quindi in tutta l’autonomia possibile.

Altrimenti? «Altrimenti la montagna non si salva» e crea grossi problemi anche alla pianura, alla città. Pianura e città che, magari, vogliono le autostrade, come nel caso della Valdastico Nord e della Venezia Monaco.

«Ma non è con nuove strade, peggio con le autostrade, che si risolvono i problemi della montagna».

Se Luca Zaia si è detto “dispiaciuto” per il ricorso della Giunta Dellai contro lo sfondamento a Nord della Valdastico, Dellai ha fatto capire a longarone che quel ricorso non lo ritirerà. Ed ha invitato ad opporsi anche al proseguimento dell’A27.

Peccato che non l’abbia sentito il sindaco di Longarone, Roberto Padrin, ieri a Milano per la presentazione del Giro d’Italia.

«Il Passante Alpe Adria, fino alle porte del Cadore, è l’unica alternativa possibile al soffocamento da traffico di Longarone. La circonvallazione, infatti – ci ha detto al telefono – non è realizzabile, costa oltre 150 milioni. Che non ci sono». Applausi, dunque, per Dellai dagli ambientalisti presenti all’Expo, da Casanova a Giancarlo Gazzola e Toio De Savorgnani, per Mountain Wildernes, ad Antonio Zambon, già sindaco di Budoia e del Cai Friuli Venezia Giulia, a Francesco Pastorelli, direttore di Cipra.

«La Fondazione Unesco Dolomiti è un chiaro invito alla conservazione delle terre alte. Nel passato abbiamo compiuto degli errori pure noi – ha aggiunto Dellai rivolto a Casanova e agli altri ambientalisti presenti -, cercheremo di non farli più. Di sicuro, però, abbiamo contribuito a mantenere il territorio, rispettando i limiti dello sviluppo e praticando la sobrietà».

La sobrietà? «Sì, in montagna – ha spiegato ancora Dellai – mai si verificheranno comportamenti come quelli avvenuti in Lazio».

La montagna, dunque, come esempio di virtuosità. Tutti ad assentire, anche quando il presidente trentino ha specificato che solo attraverso la conservazione del territorio nella sua autonomia, sarà possibile anche fare business.

Business della sostenibilità, ovviamente. Dellai non ha affrontato la questione dei comuni di confine e del Fondo Letta-Brancher, ha invece fatto capire che le autonomie di Trento e di Bolzano, come quella del Friuli Venezia Giulia, si salveranno soltanto se sapranno essere solidali. Guarda caso proprio nei confronti del Bellunese.

«Posso assicurare che l’amico Lorenzo quello che dice lo pratica», ha chiosato De Bona che dei 12 minuti di intervento del presidente trentino ha apprezzato soprattutto l’invito a “fare rete” nell’area Dolomitica.

Per il presidente De Bona, dunque, la seconda edizione dell’Expo non poteva chiudersi con un bilancio più promettente: sul piano politico, oltre che dei numeri.

«Lo stesso ministro Clini ha sottolineato l’efficacia di questo evento, invitandoci a continuare. E lui ha il palato delicato, perché assapora soprattutto l’aspetto culturale».

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