L’appello di via Roma «Salvate il torrione c’ è troppo degrado»

I pochi fortunati che riescono a vedere il manufatto denunciano: «Ogni anno è sempre più avvolto dalle piante»

BELLUNO. Sono pochi i fortunati che possono ammirare uno dei reperti più antichi e affascinanti della città. Nascosto dai palazzi di via Roma a nord e via del Cansiglio a ovest, affacciato di vedetta sull’Ardo c’è il torrione Dojon, una struttura di difesa costruita in età franca, nel nono secolo, durante la prima estensione di Belluno dopo l’epoca romana. Oggi lo stato di conservazione del manufatto desta preoccupazione, ma solo i suoi proprietari possono salvarlo.

Lo storico e giornalista Marco Perale ricorda che l’attuale conformazione della torre d’angolo nord est risale al 1489 ad opera del rettore Luca Foscarini che ha inserito il suo stemma sulla torre, a fianco del leone di San Marco e vicino allo stemma del comune di Belluno. Il manufatto è notevole, ma perfino molti bellunesi non l’hanno mai visto e l’accesso è totalmente negato ai turisti, nonostante l’indubbia potenzialità attrattiva, perché si tratta di una proprietà privata. Posto all’interno di un giardino e interdetto agli estranei dall’abitazione della famiglia che lo possiede, il torrione fu acquistato da un privato dopo che, a cavallo tra la fine del 1800 e l’inizio del secolo scorso, venne utilizzato come birreria.

Oltre ad essere nascosto alla vista dei più, il vero problema del torrione è il suo stato di conservazione. Una decina d’anni fa, su sollecitazione del Comune, i proprietari decisero di proteggere la struttura dai crolli con delle cinture in acciaio e delle reti, ma dopo di allora le pareti circolari non hanno più subito interventi conservativi.

Ora sono i residenti di via Roma a dirsi preoccupati per le sorti della torre Dojon (che diede nome alla famiglia Doglioni e lo prese dalla vicina porta Dojona). «Ogni anno la vegetazione che ricopre il torrione è sempre più fitta», spiegano gli abitanti della via, «edera ma anche veri e propri alberi stanno avvolgendo le mura che sicuramente ne saranno danneggiate».

Quello dei residenti di via Roma è un vero e proprio appello affinché si trovino le risorse per ripulire dalle piante e ristrutturare il torrione, difendendolo dal probabile degrado. Quale struttura privata, la manutenzione della torre è a carico dei suoi proprietari, ma un’operazione di recupero su un bene del genere non può prescindere dalle valutazioni della Soprintendenza, che in realtà potrebbe anche imporre un intervento conservativo della torre.

Nulla può fare, invece, il Comune, legittimato ad intervenire nei confronti dei proprietari solo se ci fossero problemi per la sicurezza pubblica, un fatto poco probabile visto che il torrione non è circondato da strutture che potrebbero essere danneggiate. Inoltre, non essendo aperta al pubblico, la struttura non rappresenta una minaccia. Chi lo vede ogni anno sempre più avvolto dalle piante, però, spera che si possa fare qualcosa per conservare il torrione in tutta la sua bellezza anche in futuro.

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