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L’epica di Alessandro riletta da Cason, “Le Etiopiche” chiude “Il cielo sopra Belluno”

Il lavoro rilegge l’epopea di Alessandro Magno alla luce della contemporaneità, aprendo una riflessione sull’Europa di oggi

Ivan Ferigo
2 minuti di lettura

Un talento bellunese con uno spettacolo che unisce danza, teatro e video per l’ultimo appuntamento de “Il cielo sopra Belluno”. La rassegna estiva firmata Tib conclude la sua seconda stagione domani con “Le Etiopiche” del bellunese Mattia Cason: uno spettacolo che recupera l’epica di Alessandro Magno per parlare all’Europa di oggi. Si va in scena sempre alle 21, stavolta però non alla Casa delle Arti, ma al Teatro Comunale.

Per Mattia Cason è un po’ un ritorno a casa. Si è infatti formato al teatro fin da giovanissimo grazie ai percorsi di formazione organizzati dal Tib: la scuola diretta da Daniela Nicosia diversi anni fa al Comunale, i laboratori del Filo d’Arianna Festival. Il diploma conseguito alla Nico Pepe di Udine e lo studio delle tecniche del teatro danza, disciplina che ha avuto modo di approfondire e praticare anche all’estero, hanno poi consolidato il suo percorso professionale, coronato nel 2021 dalla vittoria nel Premio Scenario proprio per “Le Etiopiche”. Ovvero lo spettacolo che riempirà il palco giovedì sera, finalmente a Belluno dopo le anteprime di Vicenza e Verona, il vero e proprio debutto a Napoli e le prime repliche a Bologna.

Si tratta di una produzione (realizzata dalla compagnia EN-KNAP di Lubiana e dal CSS di Udine con il sostegno di Dialoghi / Residenze delle arti performative a Villa Manin) di grandi dimensioni, prima parte di una trilogia. Una creazione che mescola danza, teatro e video, scaturita da una ricerca approfondita condotta da Mattia Cason, che ne firma drammaturgia e regia, oltre ad esserne interprete insieme a sette danzatori della compagnia slovena, l’unica formazione stabile di danza contemporanea del Paese.

Il lavoro rilegge l’epopea di Alessandro Magno – grande conquistatore ma soprattutto simbolo di una curiosità irrefrenabile per tutto ciò che è altro, un uomo sempre alla ricerca di un nuovo modello di società che preveda la mescolanza di usi e costumi diversi – alla luce della contemporaneità, aprendo una riflessione sull’Europa di oggi.

Il giovane sovrano macedone incontra il leggendario Memnone di Rodi, un mercenario greco al soldo dei persiani. L’incontro tra questi due personaggi è lo spunto per ragionare sul tema dell’altro e parlare di migrazioni, anche contemporanee. In quel confine tra Greci e Persiani, tra “noi” e “loro”, che assume tratti archetipici per lo stesso mito d’Europa, l’Unione Europea sembra avere l’ultima occasione per realizzare il suo progetto, quello di divenire un soggetto fondato su un nuovo modello di coesione sociale.

Un appello per un’Europa più unita e più afroasiatica. Biglietti singoli: 20 euro intero, 15 ridotto under 30 e over 65, acquistabili online sulla piattaforma Webtic.

Promozione per associazioni: per gruppi di 10 persone, 3 ingressi saranno in omaggio. Per info e prenotazioni, contattare i numeri 0437 950555 o 351 7834551, scrivere a info@tibteatro.it, oppure visitare il sito www.tibteatro.it.

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