Tajani: «Gli avversari non sono dentro alla Ue ma in Cina»

Il presidente dell'Eurocamera sull'operazione Fincantieri Stx: «Dovremo cambiare la politica della concorrenza in Europa per permettere aggregazioni europee più competitive. Se l'Italia non è in grado di trattare con la Commissione Ue difficilmente si potrà avere un risultato positivo per un'impresa italiana che finalmente acquista un'impresa di un'altra parte dell'Ue»

BRUXELLES. «Non è una scelta che va nella direzione di campioni europei» dell'industria. «Gli avversari non sono nell'Ue, ma giganti mondiali come la Cina». Il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, ha criticato la decisione della Commissione di avviare un’indagine antitrust sull’acquisizione di Stx da parte di Fincantieri. «Non è una scelta nella direzione della creazione di campioni europei.

Gli avversari non sono dentro l’Ue», ma «sono i giganti mondiali, soprattutto la Cina», ha detto Tajani. Il presidente dell’Europarlamento ha chiesto di «cambiare la politica della concorrenza in Europa per permettere a aggregazioni europee di poter essere più competitive». Secondo Tajani, «se l’Italia non è in grado di trattare con la Commissione europea, difficilmente si potrà avere un risultato positivo per un’impresa italiana che finalmente acquista un’impresa di un’altra parte dell’Ue. Detto questo noi abbiamo bisogno di competere soprattutto con i nostri avversari cinesi», ha concluso il presidente dell’Europarlamento.

«Chi semina vento raccoglie tempesta. Questo governo ha dichiarato guerra al mondo intero e sta perdendo su tutti i fronti» ha proseguito Tajani. Il governo «ha dichiarato guerra alla Commissione europea e al primo colpo di tosse di Juncker ha fatto una precipitosa marcia indietro chiedendo il permesso di poter fare qualche cosa. Ha dichiarato guerra a tutti i paesi dell’Ue, ivi compresa la Francia, ivi compresa la Germania. Poi non ci si può aspettare in continuazione gesti di amicizia», ha detto Tajani.

Secondo il presidente dell’Europarlamento e vicepresidente di Forza Italia, «un paese che vuole contare in Europa, deve essere un interlocutore credibile, affidabile, serio, che discute, che non usa la violenza ma usa la forza». Invece «questo governo parla molto a Roma, ma non parla affatto nelle altre sedi dove si prendono decisioni importanti», ha concluso Tajani.

 

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