Confindustria Udine: se non si riprendono gli investimenti è recessione

«Secondo i dati usciti oggi dall'Istat, sia l'Italia sia la Germania subiscono il secondo trimestre consecutivo di Pil negativo, il che significa recessione tecnica: se questi dati di tendenza saranno confermati, all'inizio del 2020 avremo una nuova recessione». Lo ha dichiarato oggi la presidente degli industriali friulani, Anna Mareschi Danieli

UDINE. «Anche le spaccature interne al governo sul tema delle infrastrutture ci preoccupano. Secondo i dati usciti oggi dall'Istat, sia l'Italia sia la Germania subiscono il secondo trimestre consecutivo di Pil negativo, il che significa recessione tecnica: se questi dati di tendenza saranno confermati, all'inizio del 2020 avremo una nuova recessione». Lo ha dichiarato oggi a Udine la presidente degli industriali friulani, Anna Mareschi Danieli, a un convegno sulla finanziaria organizzato da Confindustria in collaborazione con l'Ordine commercialisti ed Esperti contabili e Associazione Tributaristi.

«Se gli investimenti pubblici in infrastrutture non ci saranno - ha aggiunto la presidente parlando con i giornalisti - tantomeno ricominceranno gli investimenti privati e questo significa che la crescita non è tra le nostre prospettive». Anna Mareschi Danieli ha poi sottolineato che «la burocrazia, ancora pesante, resta uno dei problemi principali del nostro Paese, è una delle motivazioni dei mancati investimenti esteri e non ci permette di colmare quel deficit competitivo che ci mette in difficoltà rispetto alla nostra competitività a livello europeo». Secondo Roberto Lunelli, presidente della sezione regionale Fvg dell'Associazione nazionale Tributaristi Italiani, la finanziaria è «una manovra che, sotto il profilo tributario non ha portato l'atteso 'cambiamentò né nel metodo né nel merito: una politica fiscale nuova non può - ha concluso - basarsi su un mini-condono senza riforma tributaria e su una flat tax settoriale».

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