Patuanelli: stop alle centrali a carbone entro il 2025

Ma non tutte - il ministro dello sviluppo economico - saranno riconvertite a fonti rinnovabili. "Investire sull'idrogeno"
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ROMA -  Stop alle centrali a carbone entro il 2025, proroga del superbonus  al 110%, investimenti da fare sull'idrogeno "che può rendere l'Italia il superhub dell'Eurasia", ma anche sulla tecnologia e sulla ricerca. Sono questi, secondo il  ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, i pilastri su cui l'Italia  deve fondare il proprio recovery plan, ormai ribattezzato Piano nazionale di  ripresa e resilienza, su cui è intervenuto in commissione al Senato. Sempre  evidenziando che la premessa a tutto è l'efficienza degli interventi:  "Ci stiamo  concentrando - dice - sul dare la certezza della caduta a terra degli investimenti  previsti: i tempi di realizzazione dei progetti non sono una variabile  indipendente, tutto ciò che non sarà efficiente non sarà oggetto di fondi europei".  

Patuanelli spiega che l'Italia "è il paese della capacità in tutti i settori di reinventarsi. Oggi dobbiamo recuperare la capacità di formare competenze e  investire almeno il 6,5% del Pil in investimenti tecnologici, il 3% in ricerca e  sviluppo, e un paese con le emissioni di CO2 in linea con quelli europei". Inoltre in legge di bilancio "è nostra intenzione arrivare a un  piano pluriennale con aliquote di detrazione da un lato e di massimali dall'altro per il 4.0. Ma tutte le parti di credito di imposta devono essere accompagnate da una forte capacità di comunicazione, perché abbiamo visto che ancora oggi sono troppo poche le imprese che pur potendo accedere alla misura vi accedono".

Quanto  al superbonus 110% per le ristrutturazioni energetiche degli edifici, secondo Patuanelli "è importantissimo che vi sia una forte spinta al mantenimento della misura del superbonus per il risparmio energetico, la sicurezza sismica e  l'accompagnamento a un settore che dal 2008 non ha conosciuto ripresa".

Per quanto riguarda la transizione energetica invece, come detto, "il vettore su cui investire è l'idrogeno, anche perché potremmo finalmente implementare una catena di produzione italiana. Il rapporto privilegiato che abbiamo con i Paesi del Nord  Africa, il trasporto energetico nel nostro Paese e la produzione di idrogeno in  Italia, permetterebbero all'Italia di diventare l'hub energetico di tutta l'Eurasia". Confermato invece lo stop alle centrali a carbone entro il 2025, "ma  non tutte saranno riconvertite a fonti rinnovabili perché è necessario garantire la  stabilità del sistema elettrico".