La svolta verde della Polonia, che non vuole più essere il "cuore nero d'Europa"

Inattesa offensiva verde di Varsavia. La sesta economia europea diventa terzo consumatore e produttore di energia eolica, accelera l'addio al carbone e lancia la sua produzione di auto elettriche
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BERLINO - Arriva la grande svolta energetica polacca: Varsavia mostra nella pratica all'Unione europea che il governo nazionalsovranista eletto nel 2015 - e all'inizio favorevole a continuare sulla via del primato degli inquinantissimi carbone e lignite ignorando i moniti e gli allarmi della Ue - adesso ci ha ripensato. Vuole puntare a raggiungere o a inseguire in corsa gli ambiziosi obiettivi europei e internazionali di riduzione delle emissioni. Con massicci investimenti nelle pale eoliche, con pannelli fotovoltaici montati ovunque, persino sui tetti delle chiese, e con il  nucleare. Il segnale che tutto questo è possibile è arrivato all'inizio di questa settimana, riferisce il sito indipendente Notes from Poland: grazie a giorni di molto forte vento, la produzione di energia eolica polacca è arrivata ai massimi storici, facendo del paese (sesta potenza economica della Ue e prima economia dell'est dell'Unione e della Nato) il terzo produttore europeo di energia eolica.

 La svolta è necessaria, il premier tecnocrate Mateusz Morawiecki sembra averlo capito ed essersi deciso a sfidare la lobby del carbone e il potente sindacato dei minatori. Tanto più che le città polacche sono di gran lunga le più inquinate d'Europa, con un pesantissimo tributo di morti per intossicazione atmosferica. L'uso a tutto gas, o più precisamente all'81 per cento delle loro capacità, delle pale eoliche lo ha dimostrato questo lunedí, scrive su Notes from Poland Maria Wilczek: la produzione di energia eolica ha toccato i 5,7 Gigawatt, portando appunto la Polonia al terzo posto nella produzione europea dopo Spagna e Germania.

I dati del ventoso lunedí mostrano cosa è possibile fare, tanto più quando sarà completato nei prossimi anni il piano di costruzione di nuovi campi eolici e pannelli fotovoltaici e la costruzione di una grande centrale atomica. Lunedì appunto la produzione di energia eolica polacca ha toccato il 22 per cento del totale del fabbisogno, contro il 44 per cento fornito dal carbone e il 18 per cento della lignite. E secondo il quotidiano Rzeczpospolita la produzione oraria media di energia eolica polacca ha toccato il massimo di 5,68 Gigawatt.

Gli obiettivi del piano governativo, che era stato presentato in settembre e si chiama PEP 2040, sono ambiziosi. Prevedono di portare la produzione di energia eolica offshore a 5,9 Gigawatt quotidiani nel 2030 e tra 8 e 11 nel 2040. A questa produzione si aggiungeranno non solo l'energia fotovoltaica bensí anche gli 8-11 Gigawatt che dal 2030 verranno forniti dai campi eolici installati sul territorio polacco. I dati vengono dal sito di notizie economiche focalizzato sull'energia rynekelektryczny.pl, e sono riferiti da Notes from Poland. Una simile svolta polacca darà un importante contributo alla riduzione di emissioni e quindi alla qualità dell'aria della salute e della vita nell'intera Unione europea. Fine testo