Biodiversità

Così le rotte degli uccelli ci raccontano il clima che cambia

Oche selvatiche in volo nel Nal Sarovar Bird Sanctuary, a 65 km da Ahmedabad, in India (foto: Sam Pantahaky/Afp via Getty Images) 
Specie che migrano prima, ecosistemi dove muta la presenza di specie prima meno abbondanti. Uno studio basato su tre miliardi di osservazioni racconta le differenze fra uccelli svernanti e nidificanti d'Europa e Nord America
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Cambia il clima e cambiano i comportamenti degli uccelli. La crisi climatica in corso sta spingendo moltissime specie animali, dagli uccelli ai mammiferi marini, sino agli insetti, verso i poli e verso quote sempre più elevate. La natura cerca di rispondere, adattandosi, alle nuove temperature, stravolgendo quelli che sono presenze e abitudini che noi umani avevamo imparato a conoscere. Un esempio chiaro di come il cambiamento climatico stia mutando i comportamenti e le dinamiche degli ecosistemi, è stato recentemente illustrato in uno studio dell'Università di Helsinki che ci racconta come le comunità di uccelli svernanti in Europa e Nord America seguano il cambiamento climatico più velocemente ad esempio degli uccelli nidificanti, quelli che nidificano sul territorio.


Aleksi Lehikoinen del Museo finlandese di storia naturale Luomus, che fa parte dell'Ateneo di Helsinki, ha illustrato la sua analisi in uno studio pubblicato sul Journal of Animal Ecology in cui ha approfondito i dettagli sui comportamenti degli uccelli in relazione al riscaldamento globale. Proprio a causa della crisi climatica e delle emissioni climalteranti prodotte dall'uomo che amplificano gli impatti del riscaldamento, le comunità di uccelli stanno modificando la loro distribuzione, con sempre più specie che si spostano verso i poli. In generale, essendo buona parte degli uccelli specie migratrici, le distanze percorse cambiano a seconda delle specie e il tasso di cambiamento nelle comunità di questi animali è diverso nella stagione riproduttiva e in quella invernale. Lo studio condotto in Finlandia, sostiene l'autore, dimostra per la prima volta che i cambiamenti nelle comunità di uccelli sono significativamente più rapidi in inverno che nelle stagione riproduttiva e il global warming sta mutando per esempio la presenza delle specie in determinati luoghi.
 
Fenicotteri sull'isola di Samos, in Grecia (foto: Aris Messinis/Afp via Getty Images) 

"ll cambiamento climatico sta rimodellando le comunità di uccelli in modo che l'abbondanza di specie meridionali aumenti, mentre l'abbondanza di specie settentrionali diminuisca", sostiene Aleksi Lehikoinen. L'aumento delle temperature, afferma il ricercatore, ha aumentato il tasso di variazione annuale delle comunità di uccelli svernanti. In sostanza, con gli inverni che diventano più caldi più velocemente delle estati, gli uccelli invernali si spostano più velocemente, mentre quelli nidificanti, legati a un ambiente specifico per diverso tempo, anche se il clima cambia non si spostano nel mezzo della stagione riproduttiva. Così accade che la presenza di certe specie cambi, impattando sul territorio.
 

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"In Finlandia - spiega Lehikoinen -  le comunità di uccelli svernanti sono cambiate a causa del rapido aumento delle temperature e dell'abbondanza di specie meridionali, come per esempio certe anatre, il merlo e il cardellino. E siccome gli inverni diventano più caldi più velocemente delle estati, le nostre comunità di uccelli invernali continueranno a cambiare rapidamente anche in futuro".

Come per farfalle, insetti vari, pesci e altri animali, fondamentali nel contribuire alla ricerca e a tracciare i comportamenti delle specie in relazione al clima, sono i citizen scientist, cittadini e appassionati che forniscono foto, segnalazioni e informazioni sulla presenza degli animali, spesso attraverso piattaforme online. Ciò è avvenuto anche per la ricerca finlandese, dove grazie al contributo dei volontari e appassionati di birdwatching sono state raccolte quasi tre miliardi di osservazioni sugli uccelli.

Grazie a questi dati, lo studio ha esaminato i cambiamenti nelle comunità di uccelli in 8 paesi in Europa, negli Stati Uniti e in Canada a partire dagli anni Ottanta sino ad oggi e il set comprende oltre 1.200 specie di uccelli analizzati. Per entrambi i continenti, sia per Europa che Nord America, i risultati sui rapidi spostamenti e i cambiamenti degli uccelli svernanti, rispetto a quelli nidificanti, sono risultati molto simili, fornendoci nuove e preziose informazioni per comprendere nel dettaglio come il surriscaldamento stia mutando le dinamiche e la distribuzione all'interno degli ecosistemi mondiali.