Fuochi d'artificio, anche se "green" inquinano l'aria

(foto: Farooq Naeem/Afp via Getty Images) 
Uno studio cinese ha misurato l'impatto dei cosiddetti fuochi d'artificio 'rispettosi dell'ambiente': emettono dal 15% al 65% in meno di particolato rispetto ai tradizionali, ma peggiorano in modo ugualmente significativo la qualità dell'aria
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Inventati dai monaci cinesi intorno all’anno Mille e diffusisi in Occidente due secoli dopo, sono ancora utilizzati in tutto il mondo per festeggiare ricorrenze, patroni, eventi. Sono i fuochi pirotecnici (o fuochi d’artificio) che da Londra a Hong Kong, da Tokyo a Sydney, da Venezia a Rimini e a Napoli colorano le notti buie e inchiodano milioni di appassionati col naso all’insù, a Capodanno o a Ferragosto. Purtroppo anche i fuochi, apparentemente innocui, emettono grandi quantità di sostanze nell'atmosfera e a volte causano gravi inquinamenti atmosferici. Basta scorrere la lista dei composti chimici e dei materiali più utilizzati per produrli per non far fatica a crederci: acido gallico, antimonio, clorato di potassio, mercurio, pece, zolfo e un’altra cinquantina di ingredienti più o meno tossici.


Esistono anche i cosiddetti fuochi green, meno impattanti di quelli tradizionali. Ma sono davvero così verdi? Alcuni ricercatori dell’Università della Scienza e della tecnologia di Shenzhen (Cina) hanno cercato di dare una risposta a questa domanda. In una ricerca appena pubblicata sulla rivista scientifica Environmental Science&Technology hanno stimato che, sebbene i cosiddetti fuochi d'artificio rispettosi dell'ambiente emettano dal 15% al 65% in meno di particolato rispetto ai fuochi d’artificio tradizionali, peggiorino in modo ugualmente significativo la qualità dell'aria.



I fuochi d'artificio possono causare problemi di salute (in particolare disturbi respiratori) perché rilasciano nell’atmosfera particolato (PM), anidride solforosa, metalli pesanti e perclorati. Il tentativo dei produttori di limitare i danni, sviluppando fuochi più rispettosi dell'ambiente, compresi quelli con cariche senza fumo e propellenti senza zolfo, finora non era stato valutato. Ying Li, responsabile dello studio scientifico, e i suoi colleghi hanno utilizzato i dati di un grande spettacolo pirotecnico tenutosi a Shenzhen nella Giornata nazionale cinese, il 1° ottobre 2019, per valutare quanto siano realmente sostenibili questi fuochi. I ricercatori hanno stimato le emissioni di PM2,5 (il particolato con diametro inferiore a 2,5 micrometri) emesse dai 160 mila fuochi d'artificio green esplosi durante l’evento e le hanno paragonate alle emissioni dei fuochi tradizionali. Tra i parametri considerati: direzione e velocità del vento, temperatura, composizione chimica dei fuochi, traiettoria del fumo e picco di PM2,5. E poi hanno confrontato i valori simulati con i dati effettivi sulle concentrazioni di PM2,5 dopo lo spettacolo, misurati in 75 stazioni di monitoraggio dislocate in tutta la metropoli cinese, rilevando livelli massimi di particolato simili alle previsioni.


Gli scienziati cinesi hanno dimostrato che l'uso di fuochi d'artificio ecocompatibili produce un pennacchio  di fumo molto più piccolo e di più breve durata, con una riduzione media delle emissioni di PM2,5 del 50% rispetto a uno spettacolo che utilizzi fuochi d'artificio tradizionali. Tuttavia, la concentrazione massima di PM2,5 superava di gran lunga le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità. La conclusione della ricerca è lapidaria: per realizzare uno spettacolo davvero sostenibile, è necessario limitare drasticamente il numero di fuochi d’artificio utilizzati contemporaneamente.